Menu

Domanda n.27: il fuoco è dentro tutti noi

Monday, 6 March 2017

Domanda:
"Cara Maria, negli insegnamenti che tu hai suggerito di leggere in queste ultime settimane, si parla molto del fuoco da risvegliare dentro di noi e della serenità che si raggiunge quando lo si trova. Infatti, Neri, quando si riferisce a questo fuoco, ci parla di disarmonia e di armonia. Ma cosa vuol dire disarmonia? E che cos'è esattamente questo fuoco? E come si fa a risvegliarlo? Grazie."

Risposta:
"Caro Giuliano, la disarmonia altro non è che il tuo disagio interiore. Se provi disagio, se dentro non ti senti in pace con te stesso, questo è un segnale positivo, perchè vuol dire che ti stai risvegliando, ti accorgi che qualcosa non va. Risvegliarsi significa rendersi conto di questo tuo disagio; solo allora puoi migliorare la tua condizione e raggiungere, piano piano, l'armonia con te stesso e con gli altri.
Come? Cercando il fuoco che è dentro di te. Il fuoco è il cuore che si apre, è il donare noi stessi agli altri, è il compiere gesti anche piccoli, ma di autentica solidarietà. Il fuoco è amore.
Se tu ci pensi bene, quante volte ti accorgi di avere perso l'attimo per un gesto, magari solo un sorriso o una buona parola: avresti potuto compiere quel gesto, regalare quel sorriso, dire quella buona parola e non lo hai fatto. Perchè? Perchè la tua personalità ha prevalso: il tuo orgoglio ti ha bloccato, oppure la titubanza, magari una delle tante paure che abbiamo, la paura di esporsi, di aprire troppo il cuore, la paura di amare.
E qual'è la chiave da usare per aprirlo, questo benedetto cuore? Ce lo dice uno dei nostri Maestri (che noi conosciamo come "Il Bambino"): "Buttiamo via gli stracci vecchi, rinnoviamo la nostra pelle, e doniamo a Dio ciò che ci contiene dentro di noi; non l'esteriore, che non ci appaga, ma l'interiore, che ci riscalda assai" (pag. 10 dell'approfondimento n. 55.6 del 4.4.90). Ci riscalda: perchè fare del bene, compiere quel gesto, donare quel sorriso, dire quella buona parola fanno stare meglio prima di tutto noi stessi, ci riscaldano l'anima. E ci sentiamo migliori. Questo è il fuoco che si risveglia dentro di noi.
E questo fuoco si attizza buttando via i vecchi stracci, cioè cambiando le nostre abitudini, uscendo dai nostri vecchi schemi mentali, quelli che ci fanno agire o reagire automaticamente, sempre allo stesso modo, senza riflettere. Bisogna cambiare i nostri vecchi modi di pensare, vedere le cose in un altro modo, mettersi nei panni degli altri, avere occhi diversi.
Questo è risvegliarsi e svegliare il fuoco dentro di noi. E questa è "la missione sulla terra", come dice Neri: " Il fuoco della perfezione si può trovare solamente dentro di noi con il passare del tempo, piano piano esso brucia e brucia dentro di noi rinnovandoci"(pag. 2 in fondo dell'approfondimento n. 55.6). E il Maestro insegna:"Se questo fuoco arde dentro di voi, dovete scoprirne il calore per poterlo offrire a chi non lo ha, e poterlo offrire a chi crede di non averlo, perchè quel fuoco è dentro tutti noi" (pag. 5 in alto dell'approf. n.55.6).
Ti riporto qui di seguito alcune parti dell'approfondimento citato:

IL MAESTRO: La pace sia con voi. I figli della Luce fanno parte della sostanza viva della Luce di Dio, quella Luce cosmica così accesa. Essi mandano ed hanno dentro di sé un calore ineguagliabile, un fuoco che nessuno può spegnere poiché questa parte di fuoco vivente, porta non solo la Luce ed il calore, la bellezza e la speranza, ma porta la vibrazione di una guarigione per ogni essere che soffre sulla terra. Perciò Io vi dico che chi possiede questo fuoco interiore dentro di sé, possiede non solo la Luce, ma possiede la grande caratteristica di poter guarire, consolare, attirare a sé le anime le più malate; non parlo del corpo fisico, ma malate nell’anima.

NERI: La luce che noi possediamo non è altro che il fuoco dell’amore. Non c’è amore se non c’è fuoco, è il fuoco che riscalda, il fuoco che brucia dentro di noi tutte quelle sostanze negative, da renderci completamente vivi: perciò chi possiede quella Luce, possiede il Fuoco dell’Amore, può trarre a sé queste anime per poterle renderle libere da ogni ostacolo terreno.
Il fuoco è quello che vivifica, il fuoco che consuma, il fuoco che brucia, il fuoco che dà quella sostanza grande, vitale dentro di noi, perché non solamente il fuoco può bruciare, consumare, e se brucia e consuma, consuma solo quella parte negativa di noi, ma nello stesso tempo lo ricambia in amore, lo trae a sé, ne fa una cosa sua, la personalizza e la rende uguale a Dio!...
E allora io vi dico: ‘È bene che ognuno di noi provi tante volte la disarmonia, perché essa non è altro che il fuoco della perfezione che brucia. E il fuoco della perfezione si può trovare solamente dentro di noi con il passare del tempo, piano, piano esso brucia e brucia dentro di noi rinnovandoci.....

IL MAESTRO: ....Ecco allora che la missione sulla terra prende conoscenza e può veramente prendere il suo atto di coscienza per dire: “Ecco perché io sono qui.”
Chi vuole pescare deve andare sul mare; chi vuole raggiungere una vetta, si deve arrampicare in cima alla montagna; ma chi vuole attirare a sé anime perdute, sconsolanti, senza conoscenza della propria vita e della propria esistenza, deve penetrare dentro i corpi e dentro i cuori e dentro le menti di questi esseri che vagabondano su questa terra alla ricerca di un qualcosa che li possa attirare a sé....
Queste anime si possono riconoscere quando non sono mai contente; quando continuamente danno sfogo ai loro sentimenti di una scontentezza che nessun essere può loro appagare, poiché esse non sono complete e non conoscono la meravigliosità dell’opera di Luce; continuamente tutto trovano ingiusto: sia la loro vita che l’esistenza del proprio fratello. Esse vivono nella disarmonia del proprio stato di essere. Ecco, come si possono riconoscere queste anime? Nulla le appaga e nulla le consola. Nulla le può rendere felici...se hanno poco si rammaricano perché non possiedono niente; se non possiedono tanto, è perché per l’insoddisfazione della loro vita non sono appagate dall’attimo che le colpisce, dall’attimo che scaturisce dentro di loro il germoglio di quella spiritualità che le dovrebbe rendere felici proprio nella miseria. Proprio in ogni attimo della vita dovrebbero essere felici di quello che hanno, di quel poco che hanno e che a mala pena conoscono e sanno di avere....
Allora Io dico che la soddisfazione più grande, è quella di portare nel proprio cuore questo fuoco e questa Luce cosmica, per poter trasmettere ad altri questa grande vitalità d’amore, di tenerezza e di consolazione, al fine di poter dividere con chi non lo ha questo piccolo fuoco che brilla e arde in ognuno di voi.
Allora Io vi dico, figli Miei, se voi avete del fuoco che arde dentro di voi, scopritelo; se avete questa meravigliosa espressione di tenerezza verso chi soffre, scopritela.
Se avete le prove più dure della terra è perché ognuno di voi le ha scelte. Perciò non si può condannare, criticare, rendere insoddisfatti sé stessi e il prossimo che è vicino, poiché non si farebbe altro che condannarsi ripetutamente rinnovando questo atto di miseria interiore.
Allora, cari fratelli, figli Miei, se questo fuoco arde dentro di voi, dovete scoprirne il calore per poterlo offrire a chi non lo ha e poterlo offrire a chi crede di non possederlo, poiché il fuoco è in tutti.

NERI: E' in tutti! Alcuni non sanno di averlo; sta a noi risvegliare e dare il fuoco a tutte quelle anime viventi e non viventi, richiamarle con il nostro amore, con il nostro fuoco interiore, affinché sentano il nostro calore e si possano risvegliare....
Mi viene suggerito che proprio a Pasqua, il Giovedì Santo, quando da bambino anch’io andavo a far benedire il fuoco dentro uno scaldino. Si passava in tutte le case e si dava per il loro focolare, con un cucchiaino, un granello di brace accesa, perché prima tutti eravamo andati in Chiesa a farlo benedire. Perciò si portava, con questa bellissima usanza, il fuoco benedetto in ogni casa. Si portava e si versava nelle loro fornelle e loro ci ricompensavano con un misero obolo di cinque centesimi, oppure con un uovo, oppure un bicchiere di vino e qualcuno una fetta di pane....
Portare il nostro fuoco nella fornella dell’anima del nostro fratello, nella mente, nel cuore del nostro fratello, non è forse più completo? Certo non riceveremo l’obolo delle due uova o della fetta di pane o dei cinque centesimi, ma avremo molto di più, perché avremo la ricompensa di Dio!”

(Approfondimento n. 55.6 del 4.4.90, su Rivelazione del 28.3.90)
Campana
Per migliorare l'esperienza di navigazione questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, clicca su "acconsento" per abilitarne l'uso.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la nostra informativa completa. Acconsento