Ascolti del mese di ottobre

 Gli argomenti principali di questo mese sono: il corpo è un'illusione, conoscere se stessi, il concetto di apostolo, il prana e il respiro, cos'è la vera preghiera, la scelta principale che dobbiamo fare, la festa del primo novembre.

Il mese di settembre si era chiuso con una spiegazione di Neri sul corpo che è solo un'illusione (approfondimento 25.1.95 su riv. 18.1.95 - l'Angelo dell'Intelligenza - fascicolo n.17).

Fare evoluzione significa proprio combattere e "distruggere" le tentazioni del corpo. Se io distruggo la personalità sono libero, ho vinto! Distruggendo le vibrazioni corporee, terrene, liberiamo il nostro Spirito.

Nella prima riunione di ottobre (sabato 3 ottobre) l’Angelo dell'Intelligenza ci ha svelato che la terra è morbida: “Questa terra è morbida, tenera, è come se fosse gomma. Voi chiederete come sia possibile. Sì, questo vostro pianeta terra è morbido...” Maria spiega: la terra è morbida, è leggera, fluttua e pulsa come un cuore, perchè la terra creata da Dio è come un corpo, è calda come il nostro corpo, ha una pelle come noi, respira il prana come noi. E soffre come noi:

“Questo vostro pianeta è così delicato, così tenero e così debole che sente gli umori, le sensazioni dell’essere umano, poiché esso è parte viva con il vostro corpo. Sente i vostri umori, le vostre sensazioni, le vostre illusioni, le vostre bugie, le vostre parolacce, e soffre per le vostre passioni: anche il vostro pianeta soffre!” (pag.6)

La terra sente tutte le negatività che noi le procuriamo, la terra è viva e soffre per questo, la terra è malata perchè assorbe tutte le nostre negatività e soffre per tutto il male che le facciamo. Soffre anche perchè la sfruttiamo, abusiamo troppo di lei.

Noi siamo come tanti alberi. I nostri arti sono come radici. Se non siamo in sintonia con la terra (e con noi stessi), anche noi ci ammaliamo: bruciamo intorno a noi tutta l'aurea buona e ci ammaliamo. Soffriamo dei disagi che noi stessi ci procuriamo, siamo la causa dei nostri malesseri e anche delle nostre malattie. Ma il nostro corpo è un'illusione:

"Il corpo è solo un’illusione.... il corpo che voi vedete è l’inganno più grosso, perchè è nato per la vostra sofferenza, è nato solo per la vostra evoluzione; voi non vedete altro che l’immagine che il vostro spirito crea ogni attimo: noi vediamo la sua vibrazione... Lo spirito puro vede il tuo corpo che è la tua proiezione; per liberare il tuo spirito io devo distruggere la tua vibrazione, la tua proiezione; distruggendo la tua proiezione, io libero il tuo spirito.” (pag.10)

Queste frasi in effetti sono complicate. Maria le traduce: le vibrazioni di cui parlano il Maestro e Neri sono le vibrazione corporee ed equivalgono alle tentazioni terrene: quanti vorrebbero ciò che non hanno, ad esempio un corpo diverso, più bello, quanti sono distratti dall'attrazione per un altro, quanti invidiano gli altri per qualcosa ecc. Tutte queste tentazioni sono la nostra "disperazione", perchè noi non ci accontentiamo di ciò che siamo e di ciò che abbiamo, ma cerchiamo altro. Vogliamo dominare la materia e vogliamo che questa materia sia perfetta.

Ma è una "illusione", come è un'illusione il corpo. Fare evoluzione significa proprio combattere e "distruggere" tutte queste tentazioni! Se io distruggo la personalità sono libero! Bisogna, conclude Maria, contentarsi, perchè non si può pretendere di avere quello che non abbiamo scelto. Se distruggiano le vibrazioni terrene, se annulliamo l'ego, allora abbiamo liberato il nostro Spirito.

In questo lavoro di distruzione delle tentazioni terrene i maestri ci aiutano costantemente:

"Come si fa per vincere questa grande illusione? Scendono dei Maestri sulla terra... Sono nati per distruggere la vostra vibrazione negativa... Il loro compito è difficile, perché gli attacchi contro di loro sono miriadi; ma il Maestro vince! Sono nati per distruggere la vostra vibrazione, la vostra proiezione.” (pag.7)

I Maestri -spiega Maria- ci ripuliscono distruggendo per noi malattie, dispiaceri, noie, problemi, insomma tutte le negatività che ci attanagliano e ci tengono legati alla materia. Però dobbiamo anche noi aiutare loro. Sappiamo che loro vengono “contaminati” dai tanti che non credono in loro, che li denigrano, che li combattono (“gli attacchi sono miriadi”), e allora almeno noi -che siamo consapevoli- non dobbiamo creare loro problemi, dare loro pensieri, trasmettere loro le nostre agitazioni interiori. Noi proiettiamo, consapevolmente o no, tutti i nostri stati d'animo negativi e i Maestri ricevono tutto, sentono queste nostre negatività e ne sono danneggiati. Dobbiamo evitarlo,mettendoci i contatto con loro con distacco e serenità.

Le vibrazioni corporee, quelle che dobbiamo combattere, sono spinte da una energia, “ma è una energia negativa” (pag.8), perchè noi siamo e saremo in parte ancora negativi finchè non ci saremo ripuliti da tutte le scorie materiali, finchè non saremo arrivati all'Amore infinito e incondizionato. Tutti ci arriveremo, dice Maria: quello che ha fatto Gesù lo possiamo fare tutti.

Infine, Neri chiarisce che il nostro corpo è composto da tre parti, unite tra loro a formare una cosa sola, come del resto tutto nell'universo:

“Corpo gassoso e astrale fanno parte di noi. Non è stato detto che noi siamo un piccolo universo? Tutti gli stessi componenti che sono nell’universo, sono dentro di noi” (pag.8)... “il centro del cuore, della gola e dell’intelligenza (o della mente) sono la stessa cosa con il corpo astrale, corpo solido, corpo gassoso...Dio ci ha fatto la Creazione, ma Dio è tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo! Queste tre componenti hanno una loro sostanza; questa sostanza si è rivelata ed è costruita da tutte e tre, perciò ogni corpo nostro appartiene alla sostanza di queste tre parti: Padre, Figlio e Spirito Santo. Siamo stati costruiti con questa concezione dei tre: corpo astrale, corpo denso e spirito” (pag.9)

Delle tre componenti del corpo, una è quella densa, fisica, terrena. Una è quella astrale (e il corpo astrale è quello che formiamo per primo), e la terza è quella “gassosa”, cioè è il prana, è la parte che spinge, è la vibrazione che viene trasmessa (ad es. il pranoterapeuta è colui che guarisce con il prana attraverso le mani).

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Nella successiva riunione di sabato 10 ottobre (approf. 25.1.95 su 18.1.95) Neri chiarisce un punto fondamentale, come diventare apostoli:

“Siamo già in ritardo, siamo già in ritardo di due anni rispetto a quello che si doveva fare. Parlavamo della venuta del Cristo? siamo già due anni in ritardo! Ecco perché l’Angelo è venuto. Ci provano in tutte le forme, ci chiamano in tutte le maniere, dobbiamo affrettarci, e non è più tempo di aspettare ! Verrà, ha detto, qui, prenderà quelli che saranno pronti. Ha dato a tutti i presenti lo stesso premio. Tutti uguali, vi ha unito tutti, però tanti capiranno e tanti no; ma non è che saranno dispersi, quelli che non saranno pronti ora lo saranno in un’altra vita. Però questa Consacrazione vale già per la vita che dovrà succedere. Capito? però non si aspetta più, bisogna iniziare, bisogna divulgare la Parola.” (pag.10)

Maria ci aiuta a capire: noi abbiamo già fatto due consacrazioni come singoli, poi ne abbiamo fatta una terza, già come Gruppo. Di là abbiamo formato il Gruppo e abbiamo scelto questo Maestro, cioè Neri (lo abbiamo scelto in base al percorso che avevamo deciso di fare). Diventeremo apostoli quando avremo assimilato tutti gli insegnamenti e li avremo messi in pratica, cioè alla settima consacrazione (“non saremo veramente liberi fino a che noi non ci saremo consacrati sette volte. Alla settima diventeremo apostoli”, pag. 11).

L'Angelo ha dato a tutti gli stessi insegnamenti ci ha unito tutti, ma non tutti erano pronti. Quelli non pronti sono andati via e, aggiunge Maria, hanno lasciato il vuoto della loro energia: questo scompenso energetico ci ha rallentato e costretti a ricostituire l'energia perduta. E siccome siamo UNO, cioè siamo la stessa energia di Gruppo, se uno fa del male, è tutto il Gruppo che ne risente (ma, parallelamente, se uno fa del bene, tutto il Gruppo ne beneficia)

E quelli che non sono pronti “lo saranno in una prossima vita”. Nella prossima vita ci ritroveremo tutti di nuovo. Cosa succede? Dopo che abbiamo finito di stare nel luogo del riposo, nella vita astrale ci ritroviamo tutti e decidiamo di ripartire dal punto in cui eravamo rimasti. Chi è più indietro, se ne rende conto e, magari, decide di scegliere un karma più pesante per raggiungerci (in questo, può chiedere aiuto alle sue guide) e completerà questo suo tratto del percorso nella prossima vita.

L'Angelo non è venuto solo per noi, ma per tutti i Gruppi che si sono formati sulla terra. Non solo, ma è venuto anche per tutti coloro che non erano pronti, per tutti coloro che sono in terra, ma non sono ancora arrivati (non lo sono per una malattia, o per il karma altrui, o perchè ancora non sono stati portati).

La riunione si chiude sui compiti che abbiamo. Di là, nell'astrale, si lavora come di qua, ma senza avere i limiti dovuti al corpo terreno. Se ci vengono dati doni diversi è perchè abbiamo compiti diversi:

“E' sempre un fatto di evoluzione, tra il più evoluto e il meno evoluto; ma coloro che ricevono questi doni, sono tutti evoluti nella stessa maniera. Cioè come dire: ‘Tu fai questo!’ ‘Tu fai quest'altro!’ Scendete sulla terra e operate così. Non è che uno sia meglio o uno sia peggio, perchè tutti questi sono collegati...! Chi va nel luogo dell’accoglienza chiede la sua personalità, il suo compito, e ad ognuno viene dato un compito diverso.” (pag. 12).

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Nella riunione di sabato 17 ottobre si torna sull'argomento degli apostoli. Uno dei presenti legge un passo da una lettera di san Paolo che parla degli apostoli di Gesù: ‘A ciascuno è data una manifestazione particolare dello spirito, per l'utilità comune. A uno viene concesso dall'Unico Spirito il linguaggio della sapienza, a un altro il linguaggio della scienza, a uno la fede, a un altro il dono di fare guarigioni, a uno il potere dei miracoli, a un altro il dono della profezia e a un altro le varietà delle lingue, a un altro infine l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l’unico e medesimo Spirito che le opera, distribuendo i compiti a ciascuno’.

E così è per tutti noi: se a uno viene dato un certo dono, dice Maria, è perché lo dovrà usare nella vita terrena (o almeno dovrebbe, se non si perde per strada), anzi, la persona che lo accetta in sostanza ha già scelto proprio quel compito, diverso da quello degli altri. Ma quei doni sono tutti manifestazioni della stessa Forza, dello stesso “Unico Spirito”. (pag. 12).

Poi Neri si sofferma su uno dei punti fondamentali dell'evoluzione, conoscere se stessi:

“Per conoscere noi stessi, prima di tutto bisogna conoscere i difetti che abbiamo. Come si fa a sapere che noi riconosciamo i nostri difetti? Quando si arriva a capire gli altri. Quando io arriverò a capire gli altri, avrò distrutto i miei difetti. Perché tanti capiscono solo se stessi, i loro ragionamenti sono legge. Ma se arrivo a capire i tuoi ragionamenti, è segno che i miei non ci sono più. Finché non ho annullato i miei, non capisco gli altri, allora, se io capisco gli altri conosco me stesso. Chi è che non conosce se stesso? Sono quelli che del proprio orgoglio ne fanno un’unica ragione: la propria!” (pag.15)

Maria aggiunge che l'altro ci fa da specchio. Perchè l'altro ci disturba?, perchè in lui vediamo i nostri stessi difetti, proprio quelli che dobbiamo distruggere per evolvere: i loro difetti ci aiutano a capire, negli altri vediamo se noi parliamo bene o no, se ci comportiamo bene o no, se stiamo o no lavorando bene per arrivare all'Amore spirituale.

L'Amore, dice Maria, è pazienza, comprensione, umiltà. L'Amore è accettazione! Lo si sviluppa solo se si va avanti nell'evoluzione e a quel punto non ha più niente a che vedere con l'amore terreno, non è più quel sentimento là, ma è diventato Vibrazione. E l'Amore di Gesù, l'Amore dei santi.

Finito questo approfondimento, abbiamo iniziato l'ascolto del successivo, cioè l'approfondimento 28.1.95 (n. 234.3 del fasc. 17) sempre sulla rivelazione del 18.1.95.

L'Angelo torna sul concetto di corpo, spiegando come vada nutrito, dato che questo corpo ci serve nella vita terrena per la nostra evoluzione:

“Le cellule noi le cambiamo attimo per attimo. Dal momento che noi respiriamo e poi gettiamo via l’aria, in quel momento si rinnovano le cellule. Il fattore della nostra crescita fa parte della natura già descritta, predestinata dal nostro Creatore. Guardate: io respiro, poi butto fuori, cioè attingo dal cosmo delle cellule, ributto fuori quelle già consumate, perché il nostro organismo è come il battito del cuore. Ogni volta che il cuore fa tac-tac, ad ogni tac cambia le cellule: le incamera, le incorpora e le distribuisce , cioè butta via quelle vecchie; quelle vecchie poi vengono incamerate di nuovo dopo ritornate dal luogo in cui vengono rigenerate... le cellule noi le cambiamo attimo per attimo, e il corpo viene ossigenato continuamente; tutte le volte che il cuore batte, pompa e respinge, pompa e respinge: noi siamo immersi in questo oceano di cellule meravigliose, e le cambiamo automaticamente di volta in volta.” (pag.2).

E' questo meccanismo meraviglioso, aggiunge Maria, che attiva il nostro corpo. Poi ci deve aiutare il movimento, specie se nella natura, a contatto con gli alberi, con le piante, specie se in montagna dove l'aria è più pura, o anche al mare, nei luoghi dove si può respirare ossigeno puro, aria che ci cura e ci ripulisce dal male.

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Nella riunione di sabato 24 ottobre, ad una domanda sulla preghiera, Maria spiega che la preghiera è un fatto molto personale e che ognuno di noi deve trovare il suo modo di esprimersi. La preghiera è parlare alla Luce col cuore, perciò va detta in base a come uno si sente. Non è una cosa da snocciolare come un ritornello. La vera preghiera deve essere un colloquio tra te e la Luce: se tu pensi alla Luce e ci parli, questa è la preghiera più bella che puoi fare. L'altare più bello è l'universo e a quello puoi inchinarti: questo è il vero contatto con l'Alto!

Ma in questo parlare con l'Alto devi anche stare attento alle parole, a cosa dici, perchè le parole hanno un peso. Le parole -come i pensieri- hanno tutte una loro vibrazione e ci vuole rispetto nel loro uso: in questo senso, le parole sono sacre.

Tutto è preghiera, quando lo fai non per te, ma per gli altri. Se un giorno tu aiuti qualcuno, quella è preghiera. Se ti sacrifichi per qualcuno, quella è preghiera, se doni qualcosa, una parola, anche solo un sorriso, quella è preghiera. Cos' come quando tu mandi un pensiero positivo, o dedichi un pò del tuo tempo agli altri. La preghiera è anche donare se stessi. La vita stessa deve essere una preghiera!

Questi insegnamenti portano anche a capire che cos'è la compassione. Non è tanto avere pietà per qualcuno, ma è fare ciò che fai "con-passione", quando metti passione in ciò che fai: la compassione è dedizione, è pazienza, è sacrificio. Bisogna avere passione per tutte le cose, perchè in tutte le cose che accadono c'è un senso.


La riunone prosegue con l'approfondimento del 28.1.95. Nella riunione precedente l’Angelo dell'Intelligenza ci aveva rivelato che noi siamo come tanti alberi, i nostri arti sono come radici che affondano nella terra. Il Maestro aveva rivelato:

"L’essere umano che non si è ancora evoluto, è un po’ come l’albero. Cosa fa l’albero della terra? Ha le sue radici e consuma e mangia la terra.... succhia il nettare della terra, lo incorpora e l’albero aumenta, ma consumando la terra, la fa divenire povera, torna ad essere sabbia, senza sostanza. Ecco perché il contadino la nutre dandole sostanze o prodotti chimici..." (pag.3)

E Maria spiega: l'energia che respiriamo viene convertita in sostanza, il contadino non dà solo il concime, dà anche la sua presenza, dà la sua energia. Il meccanisno è lo stesso per tutto, per le persone e per l'universo intero. Noi diamo energia attraverso le nostre vibrazioni.

Quando parli ad una pianta, tu gli dai la tua energia. Gli alberi, le piante danno a noi continuamente energia, ossigeno, compagnia. E noi, a nostra volta, quando parliamo ad una pianta, le diamo la nostra energia. Tanto vero che, se tu ad una pianta non dai amore, quella piano piano si secca e muore, perchè non si sente accettata.

Lo stesso, aggiunge Maria, vale quando regali qualcosa, perchè se lo fai con sincerità, tu crei un legame con la persona a cui fai il regalo, è il tuo pensiero che resta nel dono. Se poi regali una pianta, non solo crei un legame con la persona, ma questo sentimento resta anche nella pianta e nell'ambiente. Tanto vero che se un giorno tu rompi il rapporto con quella persona, o anche solo non pensi più a lei, la pianta ne risente e soffre. Perchè noi siamo tutti connessi, siamo UNO con la natura, e siamo Uno con tutto l'Universo.

Diceva lo scienziato Vittorio Marchi che "Uni-verso" vuol dire andare verso l'UNO. E aggiungeva che la forza di tutto questo andare, di questo cammino evolutivo, è l'Amore ("amor che move il mondo e l'altre stelle", ultimo verso della Divina Commedia).

All'opposto, "vivendo male, si ammalano tutti i nostri centri, perché le parolacce, il sesso, il denaro, il possesso... inquinano il corpo" (pag.4). L'uomo, spiega Neri, attraverso le sue radici consuma con il respiro le sostanze dell'aria che ha intorno:

"Noi consumiamo, rendiamo povera l’aria, la inquiniamo con le nostre malvagità, perciò abbiamo sempre bisogno di un Creatore che ci dia la sostanza vitale per poter stare bene ed andare avanti. Se l’aria è un po’ inquinata, vedete quanti milioni di persone muoiono! ... Se io sono uno che pensa continuamente male, il male che io butto fuori deve uscire da qualche parte : una parte del corpo si impoverisce " (pag.4)

A chi chiede, come mai ci sono persone che si comportano bene, eppure si ammalano lo stesso, Maria risponde: è sempre questione di karma, sei tu che lo hai scelto, se ti comporti bene, ma hai scelto quel karma, non eviti la malattia. Inoltre, puoi essere tu stesso ad aggravare il tuo stato di salute, se ad esempio chiedi troppo al tuo fisico, oppure frequenti persone o ambienti sbagliati, o sei invidioso di qualcosa o geloso di qualcuno, insomma ci sono tante sfumature, non c'è una regola, dipende dalle mille cose che capitano oppure che scegli.

Il corpo, aggiunge Maria, è come una batteria, per quanto tu la ricarichi, prima o poi si scarica, e quando l'energia viene meno, il corpo è ancora più esposto alle malattie (specie alle infiammazioni che sono le peggiori). Perciò è importante mantenersi in forma anche con il corpo, mantenerlo in equilibrio con una vita sana e a contatto con la natura. Il corpo è il primo a mandarti dei segnali, perchè ti parla: sta a te capire e regolarti.

Se poi uno, oltre ad avere il suo karma, si comporta anche male, allora la sua la malattia diventerà più grave. E per quei prepotenti super-cattivi che violentano il mondo? Loro, dice Maria, non erano scesi per fare quello che stanno facendo di male, altrimenti non sarebbe stato loro consentito di scendere in terra, loro lo hanno scelto quando erano qui, per avidità, per sete di potere e di denaro, per motivi che hanno scelto dopo essere scesi (libero arbitrio).

Ma, all'opposto, ci sono anche tante anime evolute che hanno scelto di avere malattie terribili e le sopportano con il sorriso e la pazienza: ecco, loro sono dei maestri, ci insegnano tanto con il loro esempio e sono scese proprio per questo.

A questo punto, il Maestro ricorda che c'è una prima ancora di salvezza per le malattie:

”Sì, fratelli Miei, ecco l’invecchiamento, ecco le gravi malattie. Come potete allora salvarvi? L’Anima di gruppo è il primo campanello d’allarme e di salvezza che noi vi abbiamo dato... Non c'è più tempo, dobbiamo andare avanti... quando sarai pronto allora mi seguirai. Io vado avanti! Il Sentiero è per camminare!” (pag.5)

E per camminare, spiega Maria, noi dobbiamo donare spiritualità a tutti, donare la luce. Donarla con le parole, che sono preghiere, e donarla con l'esempio. Cristo, aggiunge Maria, con le sue parabole era di esempio, parlava a tutti (anche se lo capiva solo chi era pronto). Usava le parole adatte per il livello della comprensione degli esseri umani di allora. La verità l'abbiamo già dentro di noi, Lui la faceva riscoprire, risvegliava le genti.

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Infine, sabato 31 ottobre si è ripreso l'argomento dell'anima di gruppo:

“Ognuno deve fare la sua scelta , poiché ci hanno detto che non c’è più tempo, ed anch’io bisogna che faccia una scelta, basta! non mi ripeterò più, bisogna andare avanti! chi viene viene, il primo o l’ultimo, non ha più importanza nulla! via, andiamo avanti, andiamo avanti! Tu vuoi bene a tutti? bene, seguimi! Chi dice: ‘Io no, io voglio...’ ‘Stai, allora non venire! quando sarai pronto, allora mi seguirai!” (pag.5).

Scelta è una parola chiave, spiega Maria: ci vuole la volontà di fare l'anima di Gruppo, ma ci vuole anche il desiderio di chiederlo, cioè di sceglierlo. Bussa e ti sarà aperto, la richiesta deve essere una tua scelta. E con questa scelta tu dimostri umiltà. Gli uomini di buona volontà, prosegue Maria, sono quelli che bussano alla porta. Poi ci vorrà tempo per formare l'Anima di gruppo, ma l'importante è iniziare e Neri ci dice che non c'è più tempo:

“Non c'è più tempo, dobbiamo andare avanti... quando sarai pronto allora mi seguirai. Io vado avanti! Il Sentiero non è per stare fermi, è per camminare! … Il ritardo è grande, il tempo è maturo. Ecco che l’uomo per salvarsi deve pregare, deve meditare, deve essere puro, deve dimenticare la natura terrena per ricordarsi della sua natura divina. È solo così che allora le vostre Guide separeranno e puliranno nel vostro essere tutta la negatività, lasciando fiorire, scaturire maggiormente una nuova forza, una nuova cellula di nutrimento.” (pag.6)

La cellula di vita, spiega Maria, è in definitiva una tua conquista: hai dimostrato di essere un uomo di buona volontà, hai messo impegno nel “ricordarti della tua natura divina” e migliorarti e Loro ti aiutano in questa direzione. Ecco “l'ancora di salvezza”, ecco l'anima di gruppo che si forma.


C'è tanto da meditare sulla “cellula di nutrimento” e sulla grandezza del meccanismo del respiro. Insegna il Maestro: “Il prana scende in abbondanza intorno a voi, lo dovete incorporare affinchè vi renda sempre più giovani, il mezzo è questo! Qual'è il segreto per fermare il prana? Ad esempio, quando ci si arrabbia, il prana non si prende, perchè il nostro respiro è talmente veloce che non facciamo in tempo a trattenerlo, lo buttiamo fuori subito; cioè non si buttano più fuori le cellule bruciate, ma si butta via il prana, che entra e esce subito, non gli diamo il tempo di fermarsi. Ecco perchè ci hanno insegnato a respirare lentamente.... Il vero respiro, per invecchiare meno e avere più forza, è respirare lentamente, un attimo trattenerlo e poi rimandarlo fuori. Diamo il tempo al prana di ossigenare i polmoni, lo stomaco, il fegato...” (pag.7)

“Il prana, chi ne respira di più, chi di meno, perchè l'uomo è pieno della sua cattiveria, invidia, maldicenza, e non può aspirare il prana che ha intorno perchè il suo fisico è pieno di negatività!... Quando uno pensa male o dice male di qualcuno, lui non aspira il prana e il suo corpo soffre: per mantenerlo più a lungo sano, giovanile, deve non pensare mai male, non giudicare mai, perchè altrimenti consuma l'energia del proprio essere... Quando bestemmiate, vi arrabbiate, il vostro corpo soffre: in quel momento non respirate più il prana, che non può venire a voi perchè è una cosa divina, e allora voi consumate le cellule e il vostro essere e invecchiate. Pensate a come tutto è perfetto in questa grande manifestazione! “ (pag.8).

E la tua Guida, terrena o astrale, ti aiuta, aggiunge Maria, perchè ti ripulisce, separa le azioni buone da quelle cattive che hai fatto e ti ripulisce le negatività:

“Avviene come una ripulitura al setaccio. Ecco che allora l'anima poco a poco dura fatica sempre meno e si ingrandisce, e poi si riunisce agli altri componenti del gruppo... Ecco la scelta: chi di voi fa questo non rimane singolo, ma la sua vibrazione si unisce agli altri componenti del gruppo diventando un'Anima di gruppo, un'anima sola terrena e astrale” (pag.8).

Questa è il meccanismo per formare l'Anima di Gruppo. Se vai in un posto sbagliato ti scarichi, invecchi e ti ammali. Lo stesso se frequenti persone sbagliate. Se invece sei in sintonia con il posto, la natura, e con gli altri, ti ricarichi, resti giovane e fai strada per formare l'anima di gruppo (”Per fare un’Anima di gruppo vera e propria, si dovrebbe volerci bene come lo si vuole ai nostri figlioli!” pag.6).

E' uno scambio, conclude Maria, è l'unione degli scambi tra noi. Se tu fai qualcosa solo per te, fai evoluzione, sì, ma poca, mentre ne fai molta di più se quello che fai lo doni ad un altro. Quello che ti è stato dato va donato agli altri, l'energia deve fluire, deve fare il suo percorso. Il vero aiuto è l'azione: il pensiero va bene, ma non basta, se hai scelto di aiutare gli altri, devi agire per il bene degli altri, e “chi non agisce bene, non può avere il prana, invecchia precocemente e si allontana non da Dio, ma da se stesso, dalla propria sua figura.” (pag. 7).


A una domanda, Maria spiega: domani è il primo novembre, è la giornata dell'Amore infinito, si aprono tutti i piani per fare vedere quelli che sono più in basso, dare la possibilità di avanzare, dare una parola di sostegno, di conforto anche per le anime che sono di là, dare uno sprone. Chi è nei piani più alti può aiutare chi è più in basso.

Di là, aggiunge Maria, quelli che non si sono comportati bene, avendo una coscienza diversa, sveglia, perchè non hanno più il corpo, capiscono le possibilità che possono avere, vedono i loro errori e chiedono perdono. Perciò, per loro vedere gli altri piani è uno stimolo forte!

E in questo disegno, conclude Maria, ci sono i maestri che hanno scelto di aiutare gli altri, sono chiamati i Volontari del Bene, come Neri, come Luigi e tanti altri: loro hanno fatto una scelta, di venire in terra ed aiutare le anime bisognose. Neri lo aveva detto nel suo testamento spirituale:

“Ritornando sulla terra non tornerò più come un essere umano, ma come un Maestro; ma non mi farò riconoscere e voi non mi riconoscerete, perché sarò l'umile fra gli umili, forse il più povero, il più straccione (quello che voi volete), perché la bellezza mia sarà solamente nell'espressione della parola e della sostanza delle opere che farò. Solo così sarà la mia bellezza, solo così sarà la mia esistenza sulla terra e allora potrò accarezzare i poveri, potrò accarezzare gli umili, asciugherò le loro piaghe, ma non le lascerò nel corpo loro, bensì le porterò via con me, su di me, per rendere pulito quel corpo piagato e pieno di dolore; e qualunque cosa io toccherò saprò dare quella pace, donare quella gioia e quella serenità e quella salute che chiedono!”

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