Gli ascolti di febbraio 2026

Che cosa avete ascoltato nelle riunioni del mese di febbraio al Centro?

Il mese di gennaio 2026 si era chiuso con gli insegnamenti del Maestro sui concetti alla base della lotta in noi tra spirito e materia, tra la parte destra e quella sinistra del nostro cervello (la parte destra lotta per sopraffare la parte mediocre sinistra) e sull'energia divina che viene attinta tramite la ghiandola pineale.

Il mese di febbraio si è aperto con la riunione di sabato 7 febbraio in cui abbiamo ascoltato l'approfondimento 19.5.93 di Neri sulla rivelazione 12.5.93 riguardo alla Consacrazione (approf. n.155.16, fascicolo n.10)

Neri ha chiarito il significato della Consacrazione, la cui grande emozione, provata da tutti, è purtroppo rimasta solo in pochi. Il Maestro aveva provato grande gioia nel donarsi a noi, ma pochi lo hanno recepito. Quei pochi, il Maestro li renderà uno solo e questo UNO avrà una nuova forma di intelligenza e di libertà e sarà Uno con l'Alto.

Il Maestro aveva detto:Dalla consacrazione ad oggi, solo pochi di voi hanno sentito il cambiamento del proprio divino essere: hanno sentito gioia, amore, hanno sentito il bisogno veramente di riascoltare ciò che era stato regalato nel patto dell’Amore fra l’essere umano e Dio. Solo pochi... a quei pochi Io darò testimonianza di Me molte volte, darò la Mia presenza ed intuizioni tante. Molti di voi erano venuti solo per la curiosità, solo per sapere ciò che veniva fatto. Questa grande emozione provata in tutti, ma è stata assorbita, rimasta in pochi... La Consacrazione significa unione. La Consacrazione significa desiderio intenso di ricevere un qualcosa di più grande per poterlo capire e metterlo in atto: AMARE di più. La Consacrazione è una gioia di vita poiché la vita si allunga!” (riv. 12.5.93).

Ora Neri ha spiegato: “Perché si allunga la vita? Perché quando l'essere umano è triste, muore, si secca come si secca l'albero. Ma se noi abbiamo questa gioia di vivere, questa voglia di amare, questa emozione interiore che ci fa sentire più grandi, ci fa sentire più intensamente nella parte Divina, noi viviamo più a lungo, la nostra vita si allunga e si allunga il grande desiderio di un qualcosa che nasce dentro di noi” (pag.1)

E ancora: “Noi abbiamo dentro di noi un tesoro e una Luce che non conosciamo, questa espressione di Luce e di Amore che vi viene rivelata volta volta, fatene tesoro.” (pag.2).

La Consacrazione è stata la più grande conoscenza, il più grande patto di un essere umile, così piccolo, come si può essere noi, di essere accarezzati da Dio, sentiti da Lui, amati da Lui....La Consacrazione è l'inizio di una nuova vita, è l'inizio di un nuovo mondo dove gli occhi si aprono e il cuore può comprendere di più.” (pag.3).

Il Maestro: ”L'emozione è stata grande! E' come se lo Spirito Santo fosse disceso sopra di noi! Ora lo posso dire”!

E Neri: “Noi, fratelli, siamo esseri di una natura fatta superiore. Perchè? Perchè abbiamo un'intelligenza. Se la nostra intelligenza noi la adoperiamo solo per fare il male, per parlare a vanvera, per malignare, saremo puniti perchè la nostra intelligenza è sacra! Non può essere inquinata da pensieri torbidi... dalla nostra negatività che si riaffaccia...”(pag.3)

Ecco, di nuovo, l'accorato invito ad evitare la maldicenza, che è la fucina del diavolo, La bugia è deleteria, perché fa venire meno la fiducia. E la sua sorella maggiore, la maldicenza (che alla bugia aggiunge la calunnia) è ancora peggio (v. Luigi 24.3.93: ”Il nostro peggior pensiero è la maldicenza! Con la maldicenza si uccidono tutti...Tutte le volte che parlerai male di qualcuno, tu dovrai pagare amaramente...La maldicenza non è altro che la fucina del diavolo, perché con essa voi create odio!”)

Così il cerchio si chiude. E si chiude con l'invito all'amore nella sua accezione più ampia: la lotta tra bene e male (tra parte destra e parte sinistra del nostro cervello), la dualità si supererà solo con l'amore: “Sicché questa lotta che c’è dobbiamo vincerla, dobbiamo vincerla con l’amore, dobbiamo vincerla con la tenerezza, con la carezza, con un sorriso”.

Dunque, l'invito a lasciare perdere il corpo, che è solo illusione, smettiamo di essere schiavi del nostro corpo:

“E allora questo corpo lasciamolo perdere! ...perchè noi siamo stati consacrati nel cuore, nella mente e nello spirito!.... Questo corpo non esiste! Voi vedete l'illusione di una realtà, ma in effetti voi vedete uno spirito ricoperto di un corpo!.... Noi siamo un'Anima, ma non lo sappiamo. Perchè non lo sappiamo? Perchè non ci sappiamo Amare abbastanza!... E' dalla Consacrazione, è qui dove si vede dove nasce l''Amore, per chi l'ha compresa!” (pag.4).

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Sabato 14 febbraio abbiamo completato l'approfondimento 19.5.93 sulla rivelazione 12.5.93. Neri ci ha invitati a lasciare perdere il corpo, che è solo illusione. Smettiamo di essere schiavi del nostro corpo:

“E allora questo corpo lasciamolo perdere! ...perché noi siamo stati consacrati nel cuore, nella mente e nello spirito!.... Questo corpo non esiste! Voi vedete l'illusione di una realtà, ma in effetti voi vedete uno spirito ricoperto di un corpo!.... Noi siamo un'Anima, ma non lo sappiamo. Perchè non lo sappiamo? Perchè non ci sappiamo Amare abbastanza!... E' dalla Consacrazione, è qui dove si vede dove nasce l''Amore, per chi l'ha compresa!” (pag.4).

Non saremo liberi “... fino a che ci sentiremo terreni, fino a che ci sentiremo schiavi del nostro essere! Ma se noi cammineremo leggeri, col cuore aperto, pieno di amore, il nostro corpo svanisce.... Avete mai provato una Teresa di Calcutta... un Padre Pio... se io gli avessi chiesto dov'era il suo corpo, non mi avrebbe risposto, perchè lui forse il corpo non lo sentiva, perchè si era 'divinizzato' Tutto ciò che faceva lo faceva con amore e con un cuore grande... Avete mai provato a fare del bene? Quando voi fate del bene, voi non sentire in quel momento il corpo, ma solo quella gioia interiore che nasce dal vostro spirito. Sono quei pochi attimi che voi non sentite il peso del corpo. Ma se il bene non lo fate, sentite la presenza del corpo che è la dualità che vi dice “no”. (pag.5)

Stupenda è la successiva breve poesia del Bambino: ”...Oh, ma quante volte si dovrà martellare per aprire quella mente, per potervi fare capire finalmente che voi siete dei! Siete quella parte divina che Dio ha creato! Perciò voi siete una nuova potestà vibratoria, divina, creatrice! Libertà in tutto! Libertà in tutto!” (pag.7).

Quella affermazione potente si ritrova anche nel vangelo di Giovanni: “Non è forse scritto nella vostra legge: Io ho detto: voi siete dei”(Gv. 10,34)

E Neri ha chiarito che questa “libertà in tutto” è libertà di creazione, come quella che ha lui di scolpire. Svela il Maestro: “Ma mi avete visto scolpire? E cos'è quella? Intelligenza? No! E' istinto? No! E' Presenza, è Presenza, è Presenza!” E poi aggiunge: “Ci hanno voluto dare una prova -se è vero che sono l'unico al mondo- una prova che nessun altro ha, per potere comprendere ancora di più quella che può essere davvero la parte di spirito che c'è dentro di noi: è creatività, e la creatività è immediata, non è neanche pensiero, è immediata!....E' perfezione. Lui ci ha dato le Sculture! E' bello averle qui, perchè c'è la Presenza di chi ha scolpito!” (pag.8).

Poi Neri ha ricordato che, siccome siamo tutti parte di Dio, noi siamo una sola Anima, siamo tutti/UNO. E allora “...guardiamoci veramente nella maniera in cui fino ad ora non ci siamo guardati e cominciamo a dire :' Ecco, tu sei parte di me!” (pag.8).

E' per questo che non siamo mai soli. La solitudine è terrena, noi non siamo soli perchè a farci compagnia ci sono sempre le nostre Guide e i Maestri e gli Esseri di Luce.

L'approfondimento si è concluso con una accorata poesia dal titolo “Noi siamo Luce e parte di Dio” che va letta, meditata ed assimilata con attenzione.

E non mi stancherò mai. E sopra le mie spalle ne porterò uno, poi cento, poi mille, e non saranno un peso” dice il Maestro (pag.10). Sembra di sentire Neri che ha portato tutti noi del Centro sulle sue spalle.

Noi siamo Luce perchè siamo parte di Lui.... Se noi soffriamo, Lui soffre con noi...e prima ci toglierà la nostra sofferenza e il nostro calvario, poi Lui toglierà la Sua e il Suo calvario... ma in definitiva “soffrire per Me è gioia, perchè è evoluzione per voi.” (pag.11)

Ancora di più : questa poesia, più che letta, andrebbe ascoltata. E ascoltata in silenzio, per sentire la Sua voce! Allora si sentirebbe veramente la Sua vibrazione, la Sua energia.

* * *

Sabato 21.2.26 abbiamo ascoltato la rivelazione 19.5.93 del Maestro che completa le considerazioni sulla Consacrazione, ripartendo da dove ci aveva lasciati nella precedente riv. 12.5.93: “...ed Io questi pochi [coloro che hanno sentito in sé il cambiamento conseguente alla consacrazione] li fonderò nella Mia espressione e nel Mio Spirito, nell’eterna bellezza della creazione.”

Colui che ha sentito interiormente il cambiamento conseguente alla consacrazione, il Maestro lo fonderà in Sé e lo avvolgerà con la Sua Luce. Quei pochi, il Maestro li renderà uno solo e questo UNO avrà una nuova forma di intelligenza e di libertà e sarà Uno con l'Alto. Il Suo Amore non avrà nessun limite. Quei pochi sono Luce, fanno parte della Sua intelligenza, in ciò che faranno saranno guidati dal Maestro ed Egli li porterà sulle Sue spalle.

Poi abbiamo iniziato l'ascolto della rivelazione 22.5.93, giorno in cui si sono presentati tramite Neri prima il Bambino, poi Papa Giovanni XXIII e infine S. Rita.

La poesia del Bambino “Donare e ricevere amore” conduce per mano “all'estasi infinita”. Il Bambino e Neri si sono alternati nel descriverla: i nostri pensieri possiamo donarli a chi vogliamo e se vogliamo essere grandi basta chiederlo a Dio; allungando la mano possiamo sentire la Sua presenza; senza la Sua energia non avremmo nessuna capacità:

Oh, voi credete che allungando una mano, io forse non possa sentire la Sua Presenza? Ma sì fratelli miei! Quando siete soli pensate a Lui, allungate la mano, perché la vostra mano comincerà a intorpidirsi ed a sentire il formicolio nella punta delle dita! È la Sua Presenza che si unisce alla vostra presenza e diventa una sola presenza, perché è la presenza della creazione, è la Presenza di un Dio che ci ha creato, è la presenza di una Sua particella di Luce che noi abbiamo dentro di noi, che ci ha dato la vita, e che questa vita non si potrà mai consumare! (Neri pag. 2006)

Il Bambino ci ha invitato a “Sentire la Presenza di Dio”. In questa sua breve poesia l'amore, l'accettazione e il perdono si intrecciano e si confondono, sono una stessa cosa che ci conduce all'estasi. La nostra conoscenza è la Sua presenza: “e questa Mia presenza tu la puoi espandere ovunque tu voglia! E' l'energia infinita, è la pace del cuore che canta, suona e ci dice: 'io ti amo, tu sei il mio Amore'.

E Neri ha aggiunto: ”E' questa la vibrazione che ognuno deve donare, prima a ognuno di noi, poi a tutti, a tutti!...Il Suo grande amore è così grande, così bello, così perfetto!”

Perfetto perchè assoluto, senza desiderio di un qualche ritorno, senza nulla in cambio: dare senza avere. Questo perchè dai qualcosa che non è tuo, ma Suo, è la vibrazione divina che stai dando. Nulla di paragonabile all'amore terreno.

L'esortazione ad amare è perché ognuno di noi è parte di Dio:

Io vi voglio sentire, perché se prima di tutto io non amo voi, come faccio ad amare Iddio? Se voi siete la Sua immagine indiretta, se voi siete parte della Sua Vibrazione, perciò io devo amare voi e la vostra vibrazione, prima di tutto.... Non siamo parte della creazione, parte della creazione sono gli alberi, i fiori, l’erba, i fiumi, i mari, le conchiglie, i pesci, gli uccelli… noi no! Noi siamo parte di Lui perché ci ha chiamato figli!(Neri pag.2007)

Lui ci ha chiamato ‘figli’ perchè “noi siamo nella Sua vibrazione, siamo nel Suo Essere infinito, siamo nella gioia più grande!

Ecco, ecco, noi siamo vita, noi siamo il Tutto in mezzo al nulla, perché il nulla può diventare Tutto se noi lo vogliamo!”(pag. 2007). Il nulla dell'illusione della vita terrena può diventare Vita vera, se solo lo vogliamo.

Dopo il Bambino si è presentato Papa Giovanni XXIII per ricordarci che il dolore fa parte della nostra vita e ci fa evolvere: “il dolore fa parte della gioia del vostro essere, poiché il dolore è l’unica cosa che non verrà mai, mai punita, mai, mai cari fratelli miei, mai!

Ha fatto davvero impressione sentire la sua voce, identica a quella che a suo tempo abbiamo sentito tante volte. Tutte le volte che ci ha chiamato fratelli, o figli. E che ci ha esortato ad amare tutti, sopratutto chi non ci ama:

“Figli, ma amate soprattutto chi vi odia, perché sono questi che vi faranno fare evoluzione! Amateli, sorridete a loro, è questa la gioia della vostra vita! Non siete venuti qui per godere delle ricchezze della vita. Che vi servono gli abiti? che vi servono i danari? che vi servono le cose inutili? sono superflue! Godete invece della gioia eterna che Dio vi ha dato. Vi ha fatto il dono più grande, e il dono più grande è il dolore, è il dolore! ….Io vi amo! Ciao fratelli!” (pag.2008).

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Sabato 28 febbraio abbiamo completato l'ascolto della rivelazione 22.5.93. Dopo il Bambino e Papa Giovanni XXIII, si è presentata S. Rita.

Se avremo superbia sarà il nostro castigo, mentre se avremo umiltà potremo ricevere tante cose. Se vogliamo essere caritatevoli dobbiamo essere forti. S. Rita ci ha portato il suo amore, si è detta commossa perché sa che siamo presenti per lei, ci ha portato una goccia dell’Amore di Dio e ci ha invitati ad aiutare i più deboli.

Fratellini, io non vi chiedo niente, vi ho portato solo un po’ d’amore. Ricordate, per amare bisogna osare, osare sempre. Chi non sa osare, non sa amare! Se volete essere caritatevoli dovete essere forti, perché se non avete una forza interiore dentro di voi, non potete essere caritatevoli.”(pag.2009)

Osare”, ha spiegato Maria, significa avere la volontà di sacrificarsi per gli altri. “Chi non sa osare, non sa amare! Se volete essere caritatevoli, dovete essere forti, perchè se non avete una forza interiore non potete essere caritatevoli” (pag.2009). La carità è dare agli altri una parte di noi stessi, che poi ciò che ci spinge non è una nostra forza: è una parte della forza del Padre!

S.Rita ha invitato tutti ad aiutare “chi soffre, i bambini, i vecchi, gli ammalati, gli infermi” ed ha rivelato di essere stata presente alla Consacrazione: “Ora io sveglierò Neri (dalla trance)! E lui consacrerà le rose in nome mio e in nome della Luce”. Infatti, Neri è uscito dalla trance ed ha benedetto le rose portate da S.Rita.

Conclusa la riv. 22.5.93, si è iniziato l'ascolto della rivelazione 2.6.93, giorno in cui si sono presentati Il Maestro, Sorella Carità e Luigi (n.277.13, fasc. 11)

Il Maestro ha ricordato che la Luce ed il fuoco del Pensiero divino sono sempre in contatto con la nostra mente ed ha usato una espressione molto poetica: “Il Pensiero sfreccia via con il Fuoco che esce dalla testa”.

Neri il suo pensiero, ha aggiunto Maria, ce lo ha reso vivo con le sue sculture, create con il fuoco dell'amore che aveva dentro.

E' dalla mente che nasce tutto. La creatività è figlia del pensiero, che è nutrito dal silenzio della meditazione. E alla base di tutto c'è sempre l'umiltà. Nel silenzio, nella meditazione, nella riflessione profonda la nostra mente diventa creativa, perchè è in contatto con il Pensiero Divino. La creatività nasce nella mente di chi è puro ed umile:

Il pensiero è creatività. Voi esseri umani avete la creatività nella mente, solo quegli esseri, però, che sanno distinguere il bene dal male, quegli esseri che sono puri nell’interiore e non si vantano di vane glorie che possono disperdere anche i più puri uccidendo i loro sentimenti ed i sentimenti di chi è loro vicino.” (pag.2011)

La mente può essere creativa solo col silenzio, con la meditazione e con l’amore.

E mai vantarsi di ciò che si fa: chi si vanta e parla troppo viene “abbandonato”.

Madre Teresa di Calcutta prima di uscire di casa la mattina si raccoglieva in meditazione e chiedeva aiuto all'Alto, così creava il suo “programma” giornaliero: col Pensiero rivolto alla Luce chiedeva aiuto per ciò che voleva fare e poi andava nel mondo e realizzava il suo proposito. Con umiltà e carità!

Un principio fondamentale, ha rivelato il Maestro, è quello dell'obbedienza:

“Obbedire in silenzio, in special modo quelle anime che sono state così particolarmente accettate in una certa maniera che voi comprendete, intendo dire nella consacrazione. Ma non sarà così per sempre, poiché l’essere che si vanta e parla tanto, perde anche quel poco che ha.” (pag.2012).

In silenzio, perchè “tutto deve essere d’esempio, e l’esempio non ha parola, l’esempio è solo quella parte che si vede esteriormente... si vede l’anima! Figli della terra, ricordate che chi non obbedisce e non segue il patto stabilito, egli è abbandonato a se stesso.”

Il patto stabilito è quello che abbiamo fatto di venire qui al Centro ad ascoltare le Guide e i Maestri: “Le Guide, gli Esseri superiori, i Deva, gli Angeli più belli sono al servizio vostro, al servizio di tutte quelle anime che sanno obbedire, che sanno accettare, che sanno amare: sono una conseguenza d’evoluzione che serve all’altro.....Chi è a contatto con gli Esseri superiori troverà la pace, e la pace sia con voi.” (pag.2012)

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