Menu

Domanda n.92: “Il significato delle Ceneri e la Quaresima” (Bruciare il passato, bruciare le paure)

venerdì, 19 marzo 2021

Domanda:
Cara Maria, lo scorso 17 febbraio è stato il giorno delle Ceneri, l'inizio della Quaresima, quaranta giorni prima di Pasqua che quest'anno cade il prossimo 4 di aprile. Ma che cosa simboleggiano esattamente le Ceneri? Non può essere solo un significato di tipo penitenziale, magari collegato anche al digiuno che la Chiesa ci invita ad osservare. Qual'é, allora, il significato più profondo di questo rito?

Risposta:
Caro Piero, come sai, la celebrazione delle "Ceneri" avviene il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima, giorno che coincide con l'inizio della Quaresima, in preparazione alla Pasqua. E in tal senso effettivamente la chiesa ce lo indica come gesto che simboleggia un periodo di maggiore attenzione al digiuno corporale quale predisposizione alla penitenza ed alla preghiera.

La liturgia vuole che nel giorno delle Ceneri il celebrante sparga un pizzico di cenere benedetta, ricavata bruciando i rami d'ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell'anno precedente, sul capo o sulla fronte dei fedeli.

Ma il significato di questo gesto è più profondo. Infatti il giorno delle Ceneri è "il giorno del nostro passato", nel senso che è il giorno in cui ci liberiamo del nostro passato, per iniziare una nuova vita. L'essere umano si pone idealmente sulla testa le ceneri del passato -quel passato che deve essere bruciato- "per ricordare ciò che egli è stato e che non dovrà più essere" (il Maestro 13.2.91).

E' il simbolo che conta, più che il rito. Le ceneri sono il simbolo dell'umiltà: chinare il capo per farsi cospargere di cenere è segno di umiltà. E avere umiltà significa rinascere, significa rinnovarsi, significa essere e vivere con Dio. L'essere umano cerca di spogliarsi della propria personalità, dell'ego, per iniziare una vita nuova fatta di amore incondizionato: "Lasciando il mio io, trovo la Luce" (Luigi 29.1.92).

Bruciare il passato vuole dire dimenticare i peccati, che sono i nostri errori, gli sbagli commessi, le colpe accumulate. Neri ci ricorda che acqua passata non macina più, il passato è passato, tutto ciò che è stato fatto fino al giorno prima va bruciato, dimenticato, ridotto in cenere: ogni giorno è un "punto e a capo" (Neri 22.2.95), e le Ceneri sono, o dovrebbero essere, celebrate ogni giorno, perché ogni giorno possiamo fare un piccolo passo avanti per bruciare gli errori e ricominciare.

Occorre chiudere con il passato e guardare avanti, occorre "lasciare l'ieri per entrare nel domani" (Il Maestro 24.2.93).

Ti indico qui alcune rivelazioni che aiutano a capire questo significato più profondo.


"L’oggi del vostro calendario è un giorno bello: le Ceneri. Voi vi domandate: “A che servono?” Ma servono a purificarsi, ad essere umili per ricominciare una vita piena di sacrificio e d’amore. La Cenere è segno della massima umiltà perché indica che ciascuno è niente: è niente di fronte al fratello, è niente di fronte alla sorella, e non sarà mai niente di fronte a Dio.

Egli sarà grande perché si sente niente, e queste Ceneri di purificazione che in questo attimo l’Angelo della Pace, l’Angelo dell’Amore sta versando sulle vostre chiome per ordine del Padre, sono la Cenere dell’umiltà, della saggezza, della sapienza, la Cenere della veggenza, della medianità, la Cenere della bellezza, la Cenere che solleva l’uomo e lo rende vicino a Dio."

(Il Maestro 17.2.88)


"In questo giorno di penitenza, questo...è un giorno in cui tutto viene cancellato: con le sacre Ceneri ad ognuno di voi viene cancellato ogni peccato e voi venite rinnovati nell’eterna Luce, poiché Io sono donatore di Luce. Io vi porto la Mia luce e la lascio a voi in eredità, affinché ognuno di voi sia ricolmo di Luce.

E voi, cosa farete da oggi in avvenire, di questa Luce che Io vi ho donato? Voi siete diventati i depositari, anzi, i custodi di questa Luce che Io vi dono, affinché possiate portare, dove voi andate, questa Luce che Io vi ho donato, questa Luce che vi rinnova, questa Luce che vi ha resi vivi.

Portatela in mezzo alla gente, ai fratelli della terra, ed a loro insaputa, che la vostra mente possa dire: “Tu sei un figlio di Luce.” Voi gli lascerete un po’ della vostra Luce, ed egli sarà vostro fratello per l’eternità. Tutto si rinnova e tutto cambia. La pace sia con voi!"

(Il Maestro 28.2.90)


"Fratelli Miei, oggi ricorre la festa che voi chiamate “Ceneri”. È una festa simbolica, poiché nel lontano tempo significava bruciare il passato, e quelle ceneri si spandevano al vento affinché ci ricadessero addosso, simbolo di dimenticare tutto ciò che era passato, dimenticare tutto ciò che era appartenuto anche all’attimo prima e che veniva bruciato.

Un grande fuoco era posto in mezzo ad una piazza, dove tutti, parlo di tanto tempo fa del vostro tempo, con le braccia alzate cantavano una nenia di dolore e dondolando sulle gambe imploravano un nuovo avvenire, più facile, più libero. Dopo di che, le ceneri rimaste, ognuno se le prendeva addosso e si rotolava nella terra per pulirsi da quelle.

Il simbolismo è dimenticare il passato, bruciarlo, pulirsi con la terra su cui si cammina, dimenticare tutto per ricominciare una nuova vita: le vite passate non esistono più.

Quella che allora chiamavano “magia”, aveva il significato della liberazione: la cenere; tutto viene distrutto, perché tutto si riformi. E la nenia che cantavano con le braccia alzate aveva un grossissimo simbolismo, senza che voi possiate immaginare quanto poteva essere evolutivo, e nel movimento che facevano il respiro era uguale per tutti.

Formare un gruppo e respirare tutti nella stessa maniera portava una grossa energia, e quella nenia faceva girare l’energia in circolo poiché loro la creavano non con la voce, ma col simbolo in cui loro agivano. Quell’energia si accumulava e girava intorno e al centro del gruppo, formava un’anima sola.

Era momento di grande, grande passione spirituale! Perché passione? Dal momento che il fuoco bruciava, distruggeva tutto ciò che era passato, naturalmente di male. Veniva ad accumularsi una nuova energia che poi rimaneva nei giorni a venire come grande, grande energia di una nuova vita, di un nuovo modo di essere, specifico nella sua evoluzione spirituale.

Questo era il giorno delle “Ceneri”, che poi con l’andare del tempo, a poco a poco, è cambiato. Il simbolo fuoco, che è la fiamma della passione, dell’amore, è stato dimenticato e l’usanza è oggi solo della cenere sulla testa. Ha perso quelle parole, quella sua manifestazione magica di ciò che è realmente la festa, perché dimenticare il passato, lasciare l’ieri per entrare immediatamente nel domani, formava un rito, il rito magico di un’evoluzione, di un’energia che veniva catturata con la nenia che facevano.

Questa energia si riformava, girava intorno a tutti gli astanti e si riformava nuova. E allora ognuno si purificava con la terra che si gettava addosso per togliere la cenere che prima gli era stata posata. Il grande Sacerdote, che non toccava la cenere, aveva solamente un grande braciere col fuoco, nelle mani, faceva il giro del cerchio e questo dava un calore nuovo, un calore magico per ogni componente.

Ma questo era un rito, anche se era molto positivo, era un rito che usava nel tempo lontano dei pagani. Era un rito necessario per quella gente, necessario per quel tempo, anche se poi è stata dimenticata la parte migliore.

Perché la parte migliore? Nonostante il paganesimo, dato che allora non esisteva il cristianesimo, non esisteva la parola amore, non esisteva la parola evoluzione, non esisteva la parola conoscenza, quello però che facevano, lo facevano con grande amore.

Ecco dove stava la magia, più nella purezza del cuore e della mente sapendo che in quell’ora, in quella sera, quando il grande fuoco divampava, la loro intenzione era giusta, era buona; bruciare il passato, bruciare i cattivi propositi, bruciare tutto ciò che era negativo per ricominciare una nuova vita.

Quello che era positivo era il respiro, poiché la nenia che loro cantavano portava a fare un movimento nel quale il respiro era sincronizzato, e questo sincronismo portava energia nuova intorno a loro. Questo era il simbolismo delle “Ceneri”.
Sicché, vedete, i riti cambiano ma la sostanza è più forte, perché la sostanza di un rito oggi è accompagnata da una conoscenza. Ed Io vi ho detto di bruciare... prima bruciavano il passato e la fiamma divampava intorno a loro... voi dovete, in questo giorno, bruciare il passato, bruciare tutte le vostre paure.

Bruciate la paura della morte, poiché la morte non esiste. Bruciate con l’esempio dei vostri gesti, delle vostre attitudini, bruciate i vostri vizi. Bruciate anche le vostre responsabilità, perché ognuno di voi, in questo giorno, deve ricominciare un nuovo ciclo, un ciclo d’evoluzione.”

(Il Maestro 24.2.93)


“ll giorno delle Ceneri è legato alle vostre reincarnazioni, poiché i primi quattro stadi evolutivi sono tutti legati alla sofferenza, al piacere della terra, al terrore della morte terrena. Per questo vive in ognuno di voi il ricordo delle Ceneri: come cenere sono stati i vostri quattro piani evolutivi.

Non c’era esperienza divina, ma solo l’esperienza di una conoscenza dei vostri difetti, una conoscenza legata ai vostri karma, alla misteriosa conoscenza di voi stessi che soffrivate distaccati dalla conoscenza spirituale: ecco la sofferenza, ecco il ricordo delle Ceneri. Voi avete passato questi quattro piani evolutivi pensando alle vostre vite, ai vostri averi, ai vostri difetti ancora non sublimemente superati, però largamente raggiunti come conoscenza.

Allora, cosa rappresenta il giorno delle Ceneri? Non è altro che il ricordo delle vostre vite passate, poiché voi, ripeto, avete passato centinaia di vite per arrivare al quarto piano evolutivo che ora è superato, solamente pensando ai vostri difetti, alle vostre angosce.
Voi avete superato questi cicli con la sofferenza nel cuore e nell’anima, piano piano superati dalla grande evoluzione che avete compiuto. Tramite la sofferenza, siete arrivati al punto in cui oggi siete.

Perciò non era stato bello il vostro passato, ma è stato ampiamente combattuto e ricercato dentro di voi. Cos’è la ricerca di ognuno dentro di voi? Non è altro che quella battaglia interiore terrena - non spirituale - di ricercare i propri difetti e conoscerli; quando uno li ha conosciuti, deve chiedere l’aiuto a Dio per poterli superare, e la sofferenza che voi avete provato giorno per giorno, non è stata altro che una vittoria terrena.

Ecco l’angoscia delle Ceneri che ognuno si pone sulla propria testa per ricordare ciò che ha passato, ciò che ha sofferto, per ricordare ciò che egli è stato e che non dovrà più essere. Ecco, è importante ricordarsi sempre di questo giorno, affinché ricordandolo sia abbandonato a se stesso e scacciato mentalmente dal vostro essere. Cosa rappresenta questo giorno? Simbolicamente non è altro che il giorno del vostro passato.”

(Il Maestro 13.2.91)
Campana
Per migliorare l'esperienza di navigazione questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, clicca su "acconsento" per abilitarne l'uso.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la nostra informativa completa. Acconsento