Conferenza del 27-02-1991 all’Hotel Michelangelo di Firenze
(intevento di Neri Flavi alla conferenza sulla parapsicologia)
“Le parole da dire sono sempre poche perché continuano tramite le vostre domande. Quello che vi posso dire è che non parlerò ai curiosi e non darò risposta a chi non crede, ma parlerò solamente a coloro che fanno parte di me, a coloro che sono alla ricerca di un qualcosa che li possa avvicinare a questo grande, misterioso Mondo invisibile, che tutti sappiamo che esiste, ma che nessuno vede; eppure ognuno di noi lo percepisce, perché lo sente dentro di sé: come l’ho sentito io, sono convinto che lo sentite anche voi. Non è una percezione venuta a caso, non sono realtà che iniziano senza un perché, ma sono fatti che devono accadere.
Con questa certezza, voi non siete qui a caso ed io non sono qui a caso.
Quando incontro persone che mi vogliono conoscere, io lascio che parlino per sentire prima a che punto può essere la loro sensibilità, con la quale la maggior parte di loro è alla ricerca, alla ricerca di un qualcosa d’invisibile, alla ricerca di un qualcosa che vogliono capire, che vogliono conoscere. Per questo motivo io cerco di esprimermi in modo che sia compreso quello che provo. Queste sensazioni non si possono provare superficialmente, esse devono essere provate qui dentro (nell’anima) con la sensibilità con cui ognuno di noi deve lasciarsi andare a ritroso, dentro di sé; ci lasciamo andare, e nel farlo andiamo incontro a quel Mondo, a quel Mondo così meraviglioso che è una rivelazione completa.
Chi ci può parlare se non ci mettiamo in contatto e non lasciamo il nostro corpo a disposizione di quel Mondo, se non ci lasciamo trascinare dietro a coloro che ci vengono a chiamare? Ci chiamano, ci invitano, ci vogliono parlare per farci sapere. Quel Mondo così invisibile e così attento e così perfetto e così reale è vivo, è vivo dentro di noi, è vivo in noi! Nessuno di noi può affermare che non esiste: lo scettico rimane chiuso e dice “no, non credo”; mette una muraglia davanti a sé, e ad ogni parola, ad ogni insegnamento, a tutto quello che può vedere o sentire egli rimane uno sconosciuto, anche a se stesso. Ma se ognuno di noi si lascia andare e cerca di penetrare dentro di sé, vi troverà un universo, vi troverà quelle meravigliose sensazioni che sono di vita, di una vita reale, di una vita che va veramente vissuta.
Ecco perché ho affermato che parlerò solamente ai ricercatori dello spirito, parlerò a tutti coloro che vogliono conoscere un qualcosa che sanno che esiste, ma non sanno dov’è.
Io penso che nella meditazione ognuno di noi lo possa trovare, lo possa sentire; ognuno di noi possa immergersi in quel meraviglioso Mondo: “il mistero” -dite voi-; “no” -dico io-, è una Realtà, quella Realtà vivente che ci fa sognare, ci fa vivere, ci fa sentire, che ci fa essere davvero ciò che realmente siamo.
Se ognuno di noi pensasse che la nostra vita sia un sogno, sia un qualcosa che non ci lega a ciò che può sembrare realtà, ma che invece non lo è, essa può sembrare forse un po’ troppo lontana; invece io vi dico che la nostra vita comincia proprio da dove non c’è la realtà viva della materia terrena, comincia veramente da dove ognuno di noi apre il suo cuore, apre la sua mente e sente l’impulso di tutte le sue viscere che lo trasportano, delle sensazioni nuove che lo trasportano dove loro neanche sanno. E il cuore batte, e batte veloce, probabilmente si annebbia la mente e lì comincia la Realtà, quella Realtà viva, quella Realtà vera dove abbiamo potuto e potremo vedere.
Io all’inizio pensavo di conoscere; ero un ricercatore, e volevo sapere, volevo sapere sempre di più. Tanti mi hanno detto: “Però tu sei stato fortunato, tu sei stato premiato, tu hai avuto tutto questo…” no! io non ho avuto niente, perché non è Dio che me lo ha dato, sono stato io che l’ho chiesto a Dio. Di conseguenza, ognuno di noi può avere questi doni, può avere queste Realtà, può vivere in una vita che è veramente Vita, dove il respiro si fa più sommesso o dove il cuore ci sembra forse che batta più veloce o forse che la nostra anima ci trasporti in Alto e ci faccia sentire con la sua velocità la sensazione dell’Infinito, di un Infinito che non finisce, di un Infinito che crea e ci rinnova, di un Infinito che ci porta alla realtà di una Vita vera.
Quando io ero nel bosco e captavo e vedevo tanti fenomeni così belli che si avveravano e si fortificavano intorno a me, io non sapevo se era sogno o era realtà, e questo l’ho dovuto constatare col tempo, aspettando, pregando, la maggior parte del tempo sognando.
C’era una gran quercia: sotto ad essa mi mettevo a sedere e dicevo che l’altare più bello era l’Infinito, che l’altare mio più bello era quella realtà che non era la vita in cui io vivevo, ma era la Realtà dove mi lasciavo trasportare dall’impeto dei miei sentimenti interiori, mi lasciavo trasportare da quelle sensazioni che erano nuove, ma sapevo che erano vere.
Noi umani, sia nella meditazione e sia nella nostra preghiera, oppure nei nostri pensieri, quando ci isoliamo, non troviamo più l’intimo nostro, ma troviamo qualcosa di più grande, sentiamo l’espressione dello spirito, ed allora non siamo più vita terrena, siamo Vita vera, quella Vita che ci fa vivere anche nelle sofferenze, anzi, nella sofferenza più che mai: ci rende vivi… ci rende vivi!
Come fate voi a dire che siete lontani da Dio, quando questa piccola particella così meravigliosa, di una Luce che si espande fino all’Infinito, è viva! è vostra! Voi siete vivi, fate parte di Dio, perché quando questa Scintilla lascerà il vostro corpo e le vostre membra si scioglieranno, la vostra anima, il vostro spirito, vibrerà nell’Infinito spazio e non si curerà più della materia del corpo: lì si ricrea, si risente, si rigenera, si riforma, si rende vivo e riprova la bellezza infinita dell’origine della sua vita che non morirà mai, ma vi farà sognare sempre! vi farà vivere!
Quando sentite emozione nel vostro cuore, voi dite allora: è il mio spirito che palpita, non il mio cuore; è forse Dio in questo momento che mi parla ed io non riesco ad ascoltare la Sua Vibrazione che mi dà maggiormente vita, maggiormente sensibilità, mi fa sentire un qualcosa di meraviglioso, mi fa sentire Suo. Ecco, io non vivo, ma è Lui che vive dentro di me.
Solo in questa maniera noi possiamo essere consapevoli della nostra Vita immortale.”
