Conoscenza
Introduzione
Per capirsi bisogna condividere il significato delle parole. Cominciamo da “coscienza”. Lo scienziato Federico Faggin (che sta studiando la coscienza da un punto di vista spirituale) definisce la coscienza la capacità di conoscere attraverso le esperienze. Nella coscienza ci sono i ricordi (il passato), i pensieri (il presente e il futuro), le sensazioni (caldo, freddo, amaro, dolce) e le emozioni (simpatia, amore, sofferenza, dolore gelosia ecc.). La coscienza dà significato alle esperienze (il più profondo è l'amore) e -aggiunge Faggin- ci dà capacità che vanno oltre l'invisibile.
La coscienza è intrecciata al libero arbitrio, cioè alla capacità di scegliere. E qui subentra la consapevolezza. La consapevolezza è il rendersi conto di avere fatto “quella” scelta e non un'altra.
Dunque, la coscienza ha a che fare con il soggetto (è una qualità dell'essere umano). La consapevolezza con il mezzo, è uno strumento della mente (è l'avere chiaro il perchè di un pensiero di una azione). La conoscenza è l'oggetto, il contenuto, è ciò che abbiamo già dentro di noi e che dobbiamo riscoprire, è il Sè superiore, la parte divina che è in noi, quella parte che chiamiamo “scintilla divina” custodita dentro l'anima.
La frase avere “coscienza della conoscenza” significa rendersi conto che quel qualcosa da scoprire è l'insieme degli insegnamenti dei nostri Maestri spirituali. E' quella “verità” che è già dentro di noi fin dall'origine e che dobbiamo ritrovare.
“La vostra origine è quella piccola scintilla, che, pur piccola, è divina; basta questa scintilla per illuminare l’universo, se voi lo volete! Voi la tenete chiusa dentro di voi ed io vi esorto ad aprirvi, a farla esplodere al di fuori di voi, a farla illuminare! Fate che questa scintilla parli per voi, e con gioia immensa voi potete donare, donare questa parte che è la parte divina.” (Luigi 27.5.83)
Possiamo uscire dalla prigione dell'ignoranza solo con la consapevolezza, ci possiamo salvare solo con la presa di coscienza della conoscenza: non è questione di avere una fede cieca in qualcosa di misterioso, ma solo di essere consapevoli, cioè di sapere che abbiamo dentro di noi una parte divina che va attivata per amare la natura, le specie viventi e gli altri esseri umani, e così, grazie all'amore, tornare alla Sorgente!
Approfondimento
Maria, ad una domanda sul perchè accadono tanti disastri (tifoni, trombe d'aria, alluvioni, oppure grandi siccità e carestie, disastri naturali sempre più frequenti, una serie di cose che mettono a dura prova l’umanità, ed ora anche le guerre), spiega: abbiamo avuto la Conoscenza proprio per essere pronti in questi momenti e per capire il perchè di tanti disastri che stanno accadendo. Non sono solo fatti oggettivi: "Il male non esiste perchè non c'è nella creazione” (Neri 27.2.93), siamo noi che lo formiamo. In natura regna l'equilibrio, siamo noi che lo alteriamo. Siamo noi che di continuo creiamo il male con i nostri pensieri negativi e con le azioni sbagliate.
Dice il Maestro: “Le guerre che accadono inondano la terra di sangue e cattivi pensieri. La forma dell’essere umano si è fatta violenta, si è fatta più cruda e l’energia della terra si ribella a questa forza che non è spirituale.”(Il Maestro23.2.94). Ormai dovremmo avere capito che è il nostro pensiero a causare gli eventi negativi: se pensiamo male, creiamo il male e viceversa. Ecco perchè la coscienza è intrecciata al libero arbitrio, perchè siamo liberi di scegliere agendo per il male.
Luigi, ad una domanda sulla “coscienza della conoscenza”, risponde:
“Essere coscienti di quello che uno fa; essere coscienti di ciò che uno opera; essere coscienti di quando uno parla; essere coscienti delle proprie azioni; essere coscienti di quando uno prega e medita. Si può essere coscienti nella materia e coscienti nella spiritualità. Chi è cosciente nella materia è negativo, non è positivo. Se tu fai una ricerca sulla tua coscienza, se la fai terrena, avrai terreno: chi semina pane, avrà pane; chi semina zizzania, avrà zizzania; chi semina spiritualità, avrà spiritualità: la ricerca della coscienza. Non c’è conoscenza se non c’è coscienza. La coscienza non esiste se non c’è questa ricerca della conoscenza. La conoscenza non è altro che la ricerca completa della propria coscienza. Certo, è tutto spirituale, noi non parleremo mai di cose materiali, altrimenti, cosa noi vi potremmo insegnare? Se nessuno di voi ha conoscenza, come può conoscere la propria coscienza? E se uno si accorge di avere una coscienza e non la mette a studio, cosa potrà mai conoscere?” (Luigi 13.4.88)
Occorre perciò ricordarsi sempre che ogni momento è un dono di vita. Quando ci svegliamo, possiamo subito sorridere, siamo consapevoli che abbiamo avuto un altro dono e dobbiamo fare brillare la luce della consapevolezza su ognuna delle cose che facciamo e sopratutto dobbiamo essere pieni di gratitudine. Averne coscienza rende felici. Questa è la consapevolezza. La consapevolezza è attenzione; è la capacità di riconoscere che cosa sta accadendo in ogni istante. La cosa più importante da fare in questo istante è provare gioia in ogni nostro movimento. E' la capacità di riconoscere chiaramente che ogni momento è un dono della vita.
E' il qui ed ora. Non dobbiamo lasciare che i pensieri abituali ci trasportino al passato o al futuro, o ci intrappolino nelle preoccupazioni, nel dolore o nella rabbia. Esercitiamo la consapevolezza in questo semplice modo e staremo meglio: quel che dobbiamo cercare di fare è smettere di rincorrere il passato, il futuro e tutte le solite preoccupazioni: torniamo al presente e viviamo in libertà ogni vostro momento.
E Neri chiarisce:
“Noi dobbiamo accettare ciò che accade, senza puntare il dito, né giudicare: “Mi dirai: “Ma c'è tanta cattiveria!” Non importa, non interessa a noi, non ci deve interessare! Noi sappiamo che Dio ama il buono come il cattivo, perciò anche questo non bisogna più dirlo... noi bisogna essere più grandi, più liberi, più buoni. Non ignorare quello che succede, no! Ignorare no, perchè non si può ignorare ciò che ci succede d'intorno. Ma non si deve giudicare: sono situazioni che devi accettare; quello che succede nel mondo lo devi accettare, non devi puntare il dito e giudicare! Solo pregare e sperare che non succeda più...... Siamo venuti sulla terra per consacrare a Dio le nostre prove. Quando noi saremo morti, saremo dimenticati. Perciò se non facciamo il bene ora, non lo si fa più.... Quando siamo morti diremo: ma guarda, se avevo detto, se avevo fatto! Potevi fare e non l'hai fatto! Potevi dare da mangiare e non l'hai dato; dovevi dare da bere e non l'hai fatto; dovevi curare e non hai curato...”(Neri, approf. 11.2.95 su 4.1.89, pagg. 7)
Riferimenti
Il libro “L'uomo e la nuova era” sotto “Ebook completi”, cap.V (i Raggi sacri).
Il libro “La Parola del Cuore” sotto “Libri cartacei”: a pag. 26.
La rivelazione di Luigi 6.2.85 (vincere il male) sotto Rivelazioni n.66.
La rivelazione del Maestro 22.2.89 (il Settimo Raggio) sotto Rivelazioni 1989.
La rivelazione del Maestro 20.12.89 (la conoscenza) sotto Rivelazioni 1989.
La domanda n. 4 sotto Dom. e Risposte (“i nostri pensieri sono energia negativa”).
La domanda n. 22 del 19.10.2016 sotto Dom.e Risposte (“non siamo mai soli”).
La domanda n. 64 sotto Dom.e Risposte (“c'è bisogno di pensiero positivo”).
La domanda n. 73 sotto Dom.e Risposte (“il male del mondo siamo noi”).
La domanda n. 93 sotto Dom.e Risposte (“il virus della maldicenza”).
La domanda n. 107 -28.12.21- sotto Dom.e Risp. (“il male non c'è nella Creazione”).
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