Conoscere se stessi

Il percorso evolutivo suggerito è basato su alcuni passaggi fondamentali: Benedire - Meditare – Pregare - Conoscere se stessi. Si tratta di comportamenti da assumere, sono atteggiamenti (prima mentali e poi materiali) che impariamo ad adottare man mano che ne scopriamo l'essenza e le finalità. Sono pensieri che si traducono in azioni. Costituiscono le fondamenta del cammino di crescita.

Subito dopo avere assimilato cosa vuol dire benedire, come si impara a meditare, e cosa significa davvero pregare, il passo successivo è quello di capire il nostro ego. E' qui che incomincia il lavoro che sta alla base di questo cammino nella consapevolezza: conoscere se stessi.  “Gnothi seautòn”(=conosci te stesso) era scritto sul frontone del tempio di Apollo a Delfi. La frase, attribuita a Socrate (IV sec. a.C.) si riferisce alla quotidiana fatica del conoscersi, del capire le proprie luci ed ombre, i propri valori e limiti.

Scavare dentro noi stessi e lavorare. Le tenebre sono le negatività del mondo. Ma sono anche i nostri errori, i nostri difetti, i nostri traumi. Vanno snidati, messi allo scoperto. Non più nascosti in fondo alla memoria e sepolti sotto le distrazioni della vita. Vanno affrontati, risolti con l'accettazione e il perdono, e poi vanno lasciati andare. Sono il passato, che non conta più.

Non si possono vedere gli angoli oscuri di una stanza buia, per vederli bisogna illuminarla la stanza. Chi vede gli angoli scuri è perché ancora vive nel buio, ma qui in questo Cenacolo, in questo Tempio divino, c’è solo Luce.” (Astra 22.6.94)

Approfondimento

Le tenebre non sono il contrario della luce: sono solo assenza di luce. Basta farla arrivare, la Luce, e le tenebre spariscono. Non c'è dualità buio-luce, c'è solo unione di Luce.  Ecco che allora dobbiamo scendere dentro le stanze buie della nostra personalità e cercare quel raggio di luce che c'è già, da sempre:

“Se voi, il vostro cammino, cominciate a farlo all’interno della vostra anima, troverete la Verità, troverete l’inizio della Via, di una via che vi porta al di sopra di voi stessi. Ma per conoscere questa Verità che non muta dovete cominciare all’interno di voi, conoscervi!...

Ecco dove comincia l’esistenza di un’evoluzione: non all’esterno, ma all’interno di voi, perché dentro di voi trovate la prima Verità, perché dentro di voi c’è l’origine della vostra Vita, dentro di voi c’è il punto di partenza di un’anima che aspetta, di uno spirito che brilla.

Dovete allora cominciare da dentro di voi ed innalzarvi sempre di più al di sopra di voi, distaccandovi da quella che è la materia... Dovete incominciare dentro di voi: lì sta l’inizio di tutto ciò che palpita nel cuore del Divino.” (Il Maestro 12.2.86)

Via, Verità e Vita: il messaggio di Gesù. La Sua Luce.

E' il raggio di luce che ci aiuterà a vedere i difetti nascosti negli angoli oscuri dell'ego, li cercheremo per stanarli uno ad uno, per trasformarli, per cominciare a limarli piano piano, come l'acqua fa con i sassi. Un travaglio interiore di sentimenti guidato dalla coscienza, un rapporto tra cuore e mente che ci deve portare a scegliere, e la scelta giusta è quella che ci fa stare in pace con il nostro cuore e con noi stessi, come Neri ci racconta con passione:

“La coscienza riflessiva è quella che la sera mi dice: ‘Cosa ho sbagliato oggi?’ E in queste considerazioni io riesco a conoscere me stesso. E allora, nella mia coscienza riflessiva nasce il rimpianto, nasce la tristezza; ma in questo rimpianto e in questa tristezza io metto a dura prova il mio cuore e la mia mente. Se in questo risentimento provo odio, non va bene, se provo compassione sono nel giusto....

“Io parlo di esame di coscienza, come conoscere la nostra personalità: conosci te stesso. Conoscere noi stessi non è altro che fare quello che ci sentiamo di fare, però arrivati alla sera facciamoci l’esame di coscienza, come ci insegnavano fin da bambini, e dire: ‘Ho fatto bene? ho fatto male? L’ho fatto con amore, l’ho fatto con forza, con giudizio? Ho sbagliato, non ho sbagliato? Ho offeso un amico, ho risposto male?’ Devo chiedere perdono a me stesso ed a Dio, prima a Dio e dopo a me stesso. E piano, piano vengono a galla i nostri difetti, la nostra personalità si fa sempre più grande e più palese, sempre si fa chiara alla luce del sole; e allora piano, piano conosco me stesso....

“Conosci te stesso: certo se io non conosco me stesso non potrò fare né il bene né il male, oppure qualche volta farò del bene senza accorgermi di farlo, qualche volta farò del male senza accorgermi di farlo perché non faccio meditazione, non sono riflessivo, non metto in contatto la mia coscienza con la mia propria intelligenza...

“È una gioia fare il bene! Mentre nel fare il male c’è dolore, nel fare il bene c’è gioia! Quando faccio il bene e sento gioia, io mi sento già vicino a Dio. Quante volte ci si sente felici di aver fatto il bene e si ringrazia Dio!" (Neri, approf. 23.5.92)

Questo esame di coscienza, aggiunge Marco “deve servire a voi per il passaggio terreno, ma non deve essere causa dei vostri affanni e dei vostri dolori. Allora vi sentirete pienamente appagati da tutte le Verità divine, perché imparerete a poco a poco ad entrare nell’io interiore, non materiale, ma in quello dell’origine della vostra vita. Incontrerete la vera causa e la vera pace, che sono la serenità e la Luce di cui voi fate parte: “conoscete ogni particella di voi e conoscerete Me”, parola del Signore.” (Marco 31.1.81)

Ma il punto è: come si riconoscono i nostri difetti? Come si può riuscire ad ammetterne l'esistenza? C'è un solo modo, il più diretto ma anche il più duro.

E' quello di cambiare il nostro punto di vista, di scendere dalla collina del nostro smisurato ego e di entrare dentro il punto di vista altrui. In una parola, è quello di cercare di capire gli altri.

"Conoscere se stesso... prima di tutto bisogna conoscere i difetti che abbiamo. Come si fa a sapere che noi riconosciamo i nostri difetti?: quando si arriva a capire gli altri. Quando io arriverò a capire gli altri, avrò distrutto i miei difetti. Conoscerò me stesso quando arriverò a capirti, perché tanti capiscono solo se stessi, i loro ragionamenti sono legge. Ma se io arrivo a capire i tuoi ragionamenti, è segno che i miei non ci sono più. Devo annullare i miei, capire gli altri, e allora se io capisco gli altri, conosco me stesso. Chi è che non conosce se stesso? Sono quelli che del proprio orgoglio ne fanno un’unica ragione: la loro! Quanti ce ne sono che dicono: “no, è così e rimane così!” Loro non conoscono se stessi, loro non fanno proprio nulla, sono lontani da tutto!" (Neri 25.1.95)

E' questo il punto forse più indigesto, cercare di mettersi nei panni dell'altro, comprenderne le ragioni. Da soli non ce la possiamo fare, per cui dobbiamo chiedere aiuto:

"Cos’è la ricerca di ognuno di voi dentro di voi? Non è altro che quella battaglia interiore terrena - non spirituale - di ricercare i propri difetti e conoscerli; quando uno li ha conosciuti, deve chiedere l’aiuto a Dio per poterli superare, e la sofferenza che voi avete provato giorno per giorno, non è altro che una vittoria terrena." (Il Maestro 13.2.91)

Ed ecco l'obiettivo da raggiungere in questa ricerca: la liberazione dell'anima dai difetti e dagli errori in una sorta di auto-assoluzione (evitare il giudizio). Dimenticare il passato, acqua passata non macina più. E con questa opera di liberazione, che ci lega alla terra, iniziare con serenità la nuova vita che ci porterà a ritrovare la libertà:

"Insegna il Maestro “La vostra mente è occupata dai pensieri, dall’egoismo, da affetti, da ricordi lontani. Questi occupano la vostra mente e vi rendono schiavi!" Ho voluto ripetere questo pezzetto che è meraviglioso, perché questa è la catena che ci lega alla terra; ecco perché dobbiamo essere liberi. Liberate la vostra mente dall’ego che vi tiene schiavi. Liberate i vostri pensieri e non ricordate più i pensieri che ormai sono passati, sono lontani; questi pensieri lontani vi tengono schiavi nel presente! Quello che è stato è stato! Non lo potete cambiare e allora basta: siete liberi! “Da oggi un punto fermo, ricominciate la vostra vita, ricominciatela serena: quello che è stato è stato! Non vi dovete schiavizzare dal pensiero di quello che avete fatto, che avete detto: quello che è stato, è stato! Basta! E’ questo che vi libera, è questo che vi rende uomini liberi!, anche da tutti i ricordi che vi circondano e sono nella vostra mente." (Neri 20.11.91)

Neri, come tutti i saggi, dava poca importanza a se stesso. E conosceva bene la natura umana. "Chi conosce gli altri è un saggio", diceva, "ma chi conosce se stesso è un illuminato".


Riferimenti

Il libro “La Parola del Cuore” sotto “Libri cartacei”: a pag. 115 ss. su conoscere se stessi.

Il tascabile “Conoscere se stessi” sotto “Ebooks tascabili”.

La rivelazione di Marco 31.1.81 (conoscere se stessi è conoscere Dio) sotto Rivelazioni n.9.

La rivelazione del Maestro 2.12.86 (entrare in comunione con Dio) sotto Rivelazioni n.87.

La rivelazione del Maestro 13.2.91 (la ricerca dei difetti) sotto Rivelazioni 1991.

L'approfondimento di Neri 23.5.92 (entrare dentro di noi) sotto Approfondimenti 1992.

L'approfondimento di Neri 25.1.95 (capire gli altri) sotto Approfondimenti 1995.

La Domanda n.71 del 3.5.2020 in Domande e Risposte n.71 (“conosci te stesso”)

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