Karma

Introduzione.

Nella predicazione di Gesù la reincarnazione e il karma sono aspetti fondamentali che hanno fatto parte del credo dei primi cristiani per più di mezzo millennio (da Gesù fino al 553 d.C.).

Il primo a scriverne è stato il teologo e filosofo gnostico Orìgene di Alessandria, che nel terzo secolo d.C., ha scritto, che: "in quanto a sapere perché l'anima ubbidisce talvolta al male talvolta al bene bisogna cercare le cause in una nascita anteriore alla nascita corporea attuale" (in "Commentari" ai vangeli di Matteo e di Giovanni).

In sostanza, l'essere umano dopo il trapasso viene portato nel luogo del riposo (luogo che si trova in un piano che è pari alla sua evoluzione) dalle anime che in vita gli hanno fatto da guida. Qui lui rivede le sue vite e ciò che ha fatto di bene e di male, specie nell'ultima vita. Qui lui si auto-giudica, chiede perdono a sé stesso e a quelli cui ha fatto del male e, quando decide di reincarnarsi, chiede a Dio di riprendere un corpo per tornare sulla terra allo scopo di fare del bene. Prima di tornare, sceglie da sé il suo karma, per ripagare -ma a sua scelta- la sofferenza che aveva dato ad altri.

Poi, sulla terra, dove l'essere umano non si ricorderà nulla di tutto questo, a decidere di volta in volta se fare bene oppure male sarà il suo libero arbitrio (l'evoluzione è una cosa che bisogna sentire interiormente).

La Chiesa cattolica ha combattuto tutte queste affermazioni ritenendole eretiche, fino a che, nel Sinodo di Costantinopoli del 553 d.C. per volere di Giustiniano la dottrina della reincarnazione e del karma, chiamata "dottrina di Orìgene", fu dichiarata eretica con i famosi anatemi di Menas, patriarca di Costantinopoli, e i concetti di reincarnazione e di karma vennero espunti da tutti i testi sacri, Bibbia compresa.

Sotto la voce “Reincarnazione” c'è il profilo storico di questa disputa.

Approfondimento

C'è una “legge” (chiamiamola così per nostra comodità) che fa parte dell'evoluzione: in base a questa legge chi ha commesso un torto prima o poi lo paga, in questa vita o nella successiva. E chi lo ha subìto viene, per così dire, risarcito (un premio di evoluzione), anche lui in questa vita oppure nella successiva. La frase del “Padre nostro” che recita “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” si riferisce proprio a questa legge evolutiva: ”E' giusto, perché chi ti offende lo devi perdonare, ma chi ti ha offeso, deve pagare, non perché tu lo desideri, deve pagare per legge cosmica; deve pagare per legge di evoluzione; deve pagare per legge di natura.” (Luigi 27.5.83).

In sostanza, seguire il proprio karma, quello che abbiamo scelto venendo sulla terra, significa accettare tutto quello che ti presenta la vita, mentre il libero arbitrio ti dà la possibilità di cambiare tutto ciò, facendoti fare scelte diverse. L'essere umano deve decidere se accetta ciò che gli capita nel quotidiano oppure se lo rifiuta: il più delle volte è portato a cambiare le cose, e dunque a rifiutare, per non avere problemi, anzi cercando magari di scaricarli sugli altri.

In definitiva, il karma ti porta a fare il bene, mentre il libero arbitrio tante volte non è positivo, come dimostra la situazione attuale: se in tutto il mondo ci troviamo nelle condizioni che sappiamo, ciò è dovuto al libero arbitrio dei governanti, perché perseguono l'egoismo, il potere e l'interesse personale, non il bene generale.

“In cosa consiste il karma? Nell’accettazione di tutto ciò che vi viene dato: questo è il karma, perché se a te viene dato dolore di diversa natura o dispiaceri di diversi modi di essere, li devi accettare offrendoli a Dio. Ecco: questo è il karma che ognuno di voi deve fare. Il karma non è di tutti uguale, perché? Quando ognuno di voi trapassa, viene portato dalle sue Guide che l’hanno assistito su questa madre terra, e lo portano su, nel luogo del riposo. Egli può verificare tutte le sue vite passate come se vedesse delle immagini recentissime: vede tutte le sue male azioni e vede le belle azioni. Una volta che ha potuto meditare, piangere e soffrire in questo suo luogo di riposo dove non viene disturbato da alcuno, solo le sue Guide che l’hanno assistito in terra vanno lì e lo accarezzano e gli fanno coraggio.

Ecco che voi parlate della famosa dualità: da una parte – dite – sento suggerire di fare in una maniera e da una parte mi sento suggerire di fare in un’altra. Come è composta questa vostra dualità? La parte che è il male è quella che viene suggerita dai vostri sensi, che sono dentro di voi: è la parte più consona, più comoda per la vostra vita terrena o per accumulare denaro o per raggiungere lo scopo di una vostra materialità.

Ma la Guida che vi sta accanto questo non lo vuole! Il suo compito è quello di farvi fare evoluzione, perciò vi dirà tutto il contrario di quello che il vostro istinto in quel momento vi suggerisce. E se voi molte volte siete portati a fare un’azione di egoismo, la capovolgete e poi dite: “Ho fatto del bene! Non so perché, ma ho sentito di fare così!” Avete fatto un’azione buona, perciò la vostra anima, il vostro spirito, accumula una ricchezza spirituale ed avete fatto una parte di evoluzione.

E questo conflitto che nasce in voi va secondo come vi comporterete: se vi comportate male sentirete il dolore dentro di voi, il rimorso dopo aver fatto un’azione del male che avete compiuto; invece, vi sentirete felici se avrete fatto un qualcosa di bello. Ecco la ricompensa, ecco la lotta interiore tra il male ed il bene! Questo è il karma!(Luigi 25.6.86)

Semplificando al massimo, nella visione religiosa ortodossa la vita è una sola, e tutto si deve compiere in questa vita, con la conseguenza che per la resurrezione occorrerà attendere il giudizio finale. Il Divino non viene ritenuto essere in noi, ma fuori di noi, lontano da noi, e ad esso si può tendere solo grazie all'intermediazione del clero. L'essere umano è considerato polvere che alla polvere ritornerà, e non una scintilla divina che al Divino si ricongiungerà. E l'anima raggiunge la salvezza dalla dannazione solo per grazia di Dio, e non in forza di un lavoro di abbandono dell'ego e di purificazione, a seguito di una serie di auto-giudizi lungo il ciclo delle vite.

Che cosa ci ricordano Yogananda, Neri Flavi e gli altri maestri del Novecento? Non ci insegnano certo dottrine nuove, altre religioni, un credo diverso. I testi sacri della cristianità, a cominciare dai vangeli, restano sempre la base dell'intera conoscenza spirituale. Loro ci insegnano che la lettura di quei testi va completata, reintroducendo nei testi lo spirito cristico originario ed i concetti scomparsi: la reincarnazione, il karma, la scintilla divina che è in noi, l'unità mistica che supera la divisività delle religioni, e l'amore che è il messaggio principale di Gesù, solo attraverso il quale, alla fine di un percorso evolutivo personale, si abbandonerà la nostra personalità e si ritornerà al Divino. L'amore è lo strumento decisivo, tanto che i veri peccati altro non sono che assenza di amore.

Ed ecco che così la nostra visione del bene e del male cambierà completamente. Perché esiste il male? Non il male che può commettere l'uomo, che ne è consapevole, che fa il male per libera scelta e ne è quindi responsabile. Ma il male portato da un innocente, da un bambino malformato, da un diverso, e il male sopportato da tutti noi come una croce, ciascuno con le proprie sofferenze di questa vita terrena. Siamo noi che lo abbiamo scelto prima di venire sulla terra, siamo noi che attraverso l'auto-giudizio abbiamo deciso i passi della nostra evoluzione nel corso delle nostre vite. Non possiamo incolpare nessuno di quanto ci accade, tanto meno Lui, non esiste alcun “castigo di Dio”. Il Divino non permette alcunché. Ma sono le nostre scelte, e semmai il libero arbitrio altrui che intralcia il nostro cammino (e in questo caso il danno sarà risarcito in qualche modo in una vita successiva).

Questo è il karma: la decisione dell'essere umano che sceglie e si reincarna in quella situazione, con quel male, con quelle sofferenze. Non si migliora nel benessere, la coscienza si risveglia solo nel dolore e nelle tribolazioni. E il male ha sempre un senso, basta aspettare per scoprire che da esso scaturisce un bene che può riguardare solo la nostra personale evoluzione, oppure quella del nostro gruppo familiare, o di una intera comunità, o infine di tutta la razza umana. Dunque il male va consapevolmente accettato, come nel tempo ci hanno insegnato anche tutte le Grandi Anime, da san Francesco fino a Madre Teresa di Calcutta.

Dunque, la salvezza dell'anima non perviene per grazia divina, ma dipende da questa "gnosi", da questa forma di conoscenza superiore dell'uomo, del mondo e dell'universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità, che è quello indicato da Gesù nei suoi insegnamenti esoterici, e che oggi ci viene ricordato attraverso i grandi maestri. E' un ritorno alle origini, allo gnosticismo dei primi secoli, al cristianesimo predicato da Gesù.

Riferimenti

Il libro La Parola del Cuore” sotto “Libri cartacei”: a pag. 149 e ss. sulla reincarnazione.

il libroIl calendario dello Spirito sotto “Libri cartacei”: a pag. 216 e ss. e a pag.226.


La rivelazione di Marco 14.12.80 sotto Rivelazioni n.7.


La rivelazione di Fratello Piccolo 14.2.81 sotto Rivelazioni n.10.

La rivelazione di Marco 12.9.81 sotto Rivelazioni n.20.

La rivelazione di Luigi 26.2.86 sotto Rivelazioni n.88.

La rivelazione di Luigi 25.6.86 sotto Rivelazioni n.100.

La rivelazione di Luigi 9.9.87 sotto Rivelazioni n.136.

La rivelazione di Luigi 18.5.88 sotto Rivelazioni 1988.

La rivelazione del Maestro 14.3.90 sotto Rivelazioni 1990.

La rivelazione di Luigi 5.9.93 sotto Rivelazioni 1993.

La domanda n. 47 dell'11.2.2019, sotto Domande e risposte (“Reincarnazione”)

La domanda n. 72 del 27.5.2020 sotto Domande e risposte (“I nostri debiti...”)

La domanda n. 75 del 21.7.2020 sotto Domande e risposte (“Il libero arbitrio”)

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