Reincarnazione
Introduzione.
Nella predicazione di Gesù la reincarnazione e il karma sono aspetti fondamentali che hanno fatto parte del credo dei primi cristiani per più di mezzo millennio (da Gesù fino al 553 d.C.).
Il primo a scriverne è stato il teologo e filosofo gnostico Orìgene di Alessandria, che nel terzo secolo d.C., riprendendo in parte anche le convinzioni degli antichi filosofi greci (Pitagora, Parmenide, Empedocle e soprattutto Platone), ha affermato che tutti gli esseri senzienti sono stati creati sin dall'inizio della storia e che lo scopo della vita umana è quello di ritornare all'originaria ragione dell'esistenza: la contemplazione di Dio. Per fare ciò gli uomini devono soffrire sulla terra e purificarsi (v. il primo tomo de “I Principi”). Orìgene ha scritto, che: "in quanto a sapere perché l'anima ubbidisce talvolta al male talvolta al bene bisogna cercare le cause in una nascita anteriore alla nascita corporea attuale" (in "Commentari" ai vangeli di Matteo e di Giovanni).
La Chiesa cattolica ha combattuto queste affermazioni ritenendole eretiche.
Approfondimento
Al tempo di Gesù, la Giudea si trovava sotto la diretta dominazione romana, mentre la Galilea godeva di un suo status particolare ed era governata da Erode. Gesù era un ebreo nato in Galilea e dunque parlava il dialetto della sua regione, l'aramaico. Ma dava lezioni nel Tempio di Gerusalemme e dunque, conosceva anche l'ebraico.
I libri dell'Antico Testamento erano redatti in aramaico e in ebraico. Ma di quei testi sono giunti a noi solo pochi frammenti.
A partire dal secondo secolo d.C. i libri dell'Antico Testamento sono stati tradotti in greco, perché ormai le comunità giudaiche della diaspora non conoscevano quasi più l'ebraico (il greco era ormai la lingua universale del Mediterraneo, e la seconda lingua dei Romani).
I libri del Nuovo Testamento sono stati redatti in greco, e le prime traduzioni dei testi greci della Bibbia in lingua latina le abbiamo solo verso l'inizio del terzo secolo, con Tertulliano, scrittore romano e apologeta cristiano. Il latino stava via via sostituendosi al greco ovunque, a partire da Roma.
Cos'è successo, dunque? Con tutti questi passaggi da una lingua all'altra, le "deviazioni" dai testi gnostici dell'origine sono state inevitabili: dato che le copie erano fatte a mano dai monaci, era normale che qualcuno di loro, anche in totale buona fede, e magari in base alle convinzioni della propria congregazione (la più diffusa era quella dei Benedettini), potesse omettere un versetto o una parola, oppure cambiarla, o tradurla in modo non corrispondente al senso originario.
Inoltre, i testi biblici erano oggetto di "interpretazioni" a seguito delle decisioni prese dalle gerarchie ecclesiastiche per mettere fine alle dispute teologiche. Es. Tertulliano contestò la fondatezza della dottrina della reincarnazione e questo ovviamente ha influenzato tutte le sue traduzioni dei testi biblici.
Tanto che, nel 325 d.C., a Nicea, nel Primo Concilio Ecumenico (convocato da Costantino per raggiungere l'unità dogmatica sulle varie dispute religiose) iniziarono le "interpretazioni" degli insegnamenti del Cristo e le prime "censure" di concetti come reincarnazione e karma. Da allora si incominciò anche a distinguere tra scritture canoniche gradite, e testi dichiarati apocrifi (apocrifo era un testo che non andava incluso nell'elenco dei libri sacri della Bibbia, e quindi non andava letto durante una liturgia, perché ritenuto non accettabile secondo i dogmi stabiliti. Col tempo, apocrifo è diventato sinonimo di falso, ma in realtà significa solo "tenuto nascosto", occulto, esoterico).
L'ostracismo nei confronti di coloro che non si adeguavano ai dogmi proseguì, tanto che nel Sinodo di Costantinopoli del 553 d.C. per volere di Giustiniano la dottrina della reincarnazione, chiamata "dottrina di Orìgene", fu dichiarata eretica con i famosi anatemi di Menas, patriarca di Costantinopoli, il primo dei quali recita: "Contro chiunque dichiari o pensi che l'anima umana preesistesse, ossia che sia stata spirito, ma che sazia della visione di Dio si sia volta al male e che in questo modo il Divino amore si sia raffreddato in lei e sia pertanto divenuta anima, precipitando per castigo nel corpo, anatema sia!"). I concetti di reincarnazione e di karma vennero espunti da tutti i testi sacri, Bibbia compresa.
Nonostante le censure operate dalla Chiesa fin dai tempi di Giustiniano, nei vangeli cosiddetti canonici sono rimaste diverse tracce dei concetti eliminati.
Nel vangelo di Giovanni c'è questa affermazione di Gesù: "Ma non avete letto le Scritture?: voi siete Dei" (Gv. 10, 34), a confermare che l'essenza divina è nell'uomo, non al di fuori di lui.
E ancora: Gesù passa accanto a un cieco nato e Giovanni gli chiede: “Rabbi, chi ha peccato? Lui o i suoi genitori? Perché sia nato cieco?” (Giovanni 9,2). Se l'uomo era nato cieco a causa del proprio peccato, ovviamente doveva avere compiuto il peccato in una vita precedente.
Sempre in Giovanni un accenno si trova nell'interrogatorio del Battista: quando i farisei gli chiedono chi egli sia e con quale autorità compia il suo ministero, gli prospettano tre personaggi di cui uno sicuramente morto, ovvero Elia (Giovanni 9, 34).
Un episodio simile è raccontato anche nel vangelo di Matteo. Quando Gesù chiede agli apostoli: "Chi credete che io sia?", essi rispondono: "Alcuni dicono che sei Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia o uno degli altri profeti" (Matteo 16,13-14), alludendosi con ciò ad una sua reincarnazione.
Un altro riferimento è nell'episodio della trasfigurazione sul Monte Tabor: “Ma io vi dico che Elia è già venuto e non lo hanno riconosciuto”, allora i discepoli compresero che aveva parlato di Giovanni il Battista" (Matteo 17,12).
Nel vangelo gnostico chiamato "Pistis Sophia" o "Libro del Salvatore", scritto nella seconda metà del terzo secolo e considerato apocrifo dalla Chiesa, si parla apertamente di reincarnazione. E nel cosiddetto Quinto Vangelo, o "Vangelo di Tommaso", un manoscritto papiraceo scoperto a Nag Hammadi in Egitto nel 1945, redatto in lingua copta nel secondo secolo e anch'esso considerato apocrifo, si legge “Felice colui che sa di essere esistito già prima di venire all'esistenza”, e “l'uomo, così facendo, si libera dalle morti” (detto 37). E ancora: “La vita eterna non è conseguenza della fede, ma della conoscenza della verità segreta che Gesù rivela, e di una vita che le si accordi...il ritorno nel Regno celeste da cui proveniamo non avverrà in occasione di quel momento apocalittico che è il Regno di Dio in terra..... Il Regno non è un luogo che si possa vedere e in cui si possa entrare, ma è una realtà dentro e intorno a noi” (detto 113)
Questa verità non è mai scomparsa del tutto, perché ha trovato molte testimonianze nel sincretismo ellenistico, es. quella di Gregorio Nisseno: "E' una necessità di natura per l'anima immortale essere guarita e purificata, e quando questa guarigione non avviene in questa vita, si opera nelle vite future e susseguenti" (in "Catechesi", III Tomo).
Nel decimo secolo questi concetti furono ripresi dai Catari, la cui predicazione si diffuse rapidamente a partire dall' Occitania (Francia del sud) in tutta la fascia che va dalla Spagna, fino alla Bulgaria, passando per l'Italia.
Nel Rinascimento l'idea della reincarnazione è stata tenuta viva dalle dottrine platoniche di Marsilio Ficino e Giordano Bruno, e dalle correnti esoteriche degli alchimisti. Ai primi dell'Ottocento dal Romanticismo, con Goethe e Schopenhauer. Nella seconda metà dell'Ottocento, dalla Società Teosofica fondata da Helena Blavatsky e proseguita da Rudolf Steiner e da Alice Bailey.
Infine, nel Novecento i principi del cristianesimo delle origini sono stati ripresi e divulgati con enorme eco, prima da Yogananda e poi da alcuni grandi veggenti e sensitivi in varie parti del mondo -tra i quali in Italia il nostro maestro Neri Flavi- per dare modo all'umanità di ritornare sulla via indicata da Gesù.
Che cosa ci ricordano tutti loro? Non ci insegnano certo dottrine nuove, altre religioni, un credo diverso. I testi sacri della cristianità, a cominciare dai vangeli, restano sempre la base dell'intera conoscenza spirituale. Loro ci insegnano che la lettura di quei testi va completata, reintroducendo nei testi lo spirito cristico originario ed i concetti scomparsi: la reincarnazione, il karma, la scintilla divina che è in noi, l'unità mistica che supera la divisività delle religioni, e l'amore che è il messaggio principale di Gesù, solo attraverso il quale, alla fine di un percorso evolutivo personale, si abbandonerà la nostra personalità e si ritornerà al Divino. L'amore è lo strumento decisivo, tanto che i veri peccati altro non sono che assenza di amore.
Riferimenti
Il libro “La Parola del Cuore” sotto “Libri cartacei”: a pag. 149 e ss. sulla reincarnazione.
il libro “Il calendario dello Spirito” sotto “Libri cartacei”: a pag. 216 e ss. e a pag.226.
Il libro “Vibrazioni di un Scintilla” sotto “Libri cartacei”: a pag. 165 (testimonianza di una reincarnazione di un componente del gruppo «Il Sentiero»)
La rivelazione di Marco 14.12.80 sotto Rivelazioni n.7.
La rivelazione di Fratello Piccolo 14.2.81 sotto Rivelazioni n.10.
La rivelazione di Marco 12.9.81 sotto Rivelazioni n.20.
La rivelazione di Luigi 27.2.85 sotto Rivelazioni n.67.
La rivelazione del Maestro 12.2.86 sotto Rivelazioni n.87
la rivelazione di Luigi 18.11.92 sotto Rivelazioni 1992.
La domanda n. 47 dell'11.2.2019, sotto Domande e risposte (“Reincarnazione”)
La domanda n. 120 del 22.11.2022 sotto Domande e risposte (“Scendono anime...”)
* * *
