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Domanda n. 117. “Nel Centro siamo tre gruppi” (ma siamo in sostanza una proiezione dell'umanità intera)

Friday, 23 September 2022

Domanda:
Cara Maria, tu ci hai detto tante volte che il nostro gruppo viene dall’astrale e che fin dal tempo delle catacombe di S. Sebastiano a Roma noi abbiamo fatto un patto di unirci in un'Anima di gruppo. Ho letto su questo punto anche quanto hai detto in risposta alla domanda n.63. Potresti dire qualcosa di più su questo patto che riguarda proprio il nostro Gruppo? E perchè questo nostro Gruppo sarebbe così speciale? E infine, è vero che, nonostante questo, noi non siamo tutti allo stesso livello evolutivo?

Risposta:
Questo Gruppo strinse un patto di fratellanza proprio nelle catacombe di S.Sebastiano a Roma, con un giuramento basato su tre parole: Bontà, Amore, Verità, che da allora sono per noi simbolo di alleanza con la Luce divina. Tra noi queste parole fino da allora ci consentono di riconoscersi e quindi di riunirsi nelle varie vite successive. Tu pensa che durante la permanenza nell’astrale andavamo nelle Cerchie a dare la nostra parola ed il nostro aiuto, e per ben duecento anni (un battito di ciglia nell'eterno presente) siamo stati uniti nell’astrale aiutando gli umani in ogni modo possibile.

I grandi momenti che abbiamo vissuto insieme ci stanno tenendo uniti oggi e ci uniranno a Chi ci ha creato. C'è un tempo fisico e c'è un tempo astrale: la nostra mente deve occuparsi il più possibile di cose divine e non di quelle umane, da cui dobbiamo distaccarci piano piano ma sempre di più. Dobbiamo costruire opere buone e dare frutti spirituali, e teniamo sempre presente che nell’albero della nostra vita il primo frutto è il sorriso, il secondo è l’intenzione, il terzo è la parola. Sorridere sempre (“gioia a tutti” insegna Neri), avere sempre intenzione di fare del bene, e divulgare quanto più possibile gli insegnamenti ricevuti.

Ti riporto qui le parole di Luigi su questi argomenti:



“Lascia il tempo al tempo, la parola alla parola, il sorriso al sorriso, l’intelligenza all’intelligenza. L’età non conta per chi deve dare e deve ascoltare. Se il tempo non esiste, né i trentatré né i sessantasei né i novantanove contano, poiché fosse anche un breve tempo piccolissimo, durerebbe un’eternità!

Lascia stare il tempo fisico, ma guarda il tempo astrale. La tua mente si deve staccare da tutte le cose terrene. La tua mente deve guardare oltre, poiché il tempo e la maturazione, già da tempo sono avvenute, ma il frutto è sull’albero, nessuno lo ha colto.

Perciò devi pensare alla mente, che vada oltre la tua piccola presenza fisica, vada oltre ogni esperienza e ogni considerazione. Quello che conta è l’amore che c’è in te, l’altruismo, la perfetta sintonia fra te e Dio. Allora, nulla vedrai più di tanto pesante, non noterai più le cose brutte o belle della vita, poiché la tua mente si sarà distaccata e non coglierà più esempi fisici umani, ma esempi divini di Dio.

Lo spirito sente lo Spirito del Padre, il corpo non sente il calore della Luce; la mente che non pensa e non prega, non ha riflessione per poter dare cose belle all’umanità: rimane ferma ed inerte. Ma se le foglie del vostro corpo fisico sentissero il calore della Luce divina, non solo l’anima esulterebbe, ma tutto il vostro stato ed il vostro essere. E allora cercate di essere degli alberi belli!

Se i vostri alberi sono fioriti, fate i frutti, pensateli prima nella meditazione, costruite opere buone che sono il frutto della vostra vita e lasciatele maturare da sé. Non parlo di frutti umani, ma parlo di frutti spirituali, affinché nessuno debba pensare altre cose come sta già avvenendo. Pensate al frutto e date i frutti. Il primo frutto è il sorriso, il secondo è l’intenzione, il terzo è la parola. E allora, nell’albero della vostra vita, voi fate a voi stessi un bene che sa tutto di Paradiso.”

(Luigi 24.6.92)




Con la seconda domanda, tu mi chiedi quanto sia speciale questo Gruppo. Lo ha spiegato bene Luigi in una rivelazione che ti riporto:



“Il vostro gruppo è stato già una cosa astrale, preparata per poi ritrovarsi qui, in un disegno anche terreno. Voi lo avevate già scelto prima di scendere sulla terra. Eravate molti di più. Avevate già scelto chi vi doveva guidare terrenamente e nell’astrale, poiché molto prima che io nascessi, questo patto già viveva con voi, come fu già fatta la scelta di questo Mezzo come vostro maestro.

E' la seconda volta che cercate di fare un’Anima di gruppo. La prima non è che sia fallita, è che avevate incominciato, ma eravate tanti di più e molti di loro non vi hanno trovato. Ancora gli altri vi cercano e non riescono a trovarvi. Ecco perché dovete parlare e divulgare, affinché chi vi cerca vi riconosca e venga qui. Ne devono arrivare tanti altri, tanti!

Chi era nella prima, sarà in questa riunito. Solo chi per capriccio o per karma o per meglio dire, per libero arbitrio, non vorrà aderire, non lo sarà. Voi e tanti altri, trapassati tutti nelle catacombe di San Sebastiano a Roma, vi riunivate lì in Cerchia, e lì già si parlava di reincarnazione, già si parlava di unione perfetta. Molti di voi erano ribelli, ma una volta che voi foste sorpresi ed uccisi, chi nell’arena e molti lì, il patto fu unito col sangue.

Tre parole furono incise sulla vostra bocca e nel vostro cuore. Uniti per la mano, alzaste le braccia al cielo e gridaste: “Gesù Figlio di Dio, noi ci consacriamo alla Bontà, all’Amore, alla Verità. Che la Tua Luce racchiuda come un anello queste tre Verità e ci tenga uniti, stretti a Sé, come queste tre parole.”

Questo è il patto e queste le ultime frasi che furono dette in un coro solo, da voi. Ricordatevele bene queste tre parole. Io ve le ho dette perché ho avuto il permesso ora di dirle, perché è giunto il momento affinché ognuno di voi le sappia e le riconosca. Questo è veramente da scrivere e da tenere unito come un vostro riconoscimento. Queste tre parole siano per voi il simbolo d’alleanza tra voi e la Luce divina.

Voi siete un’Anima di gruppo, le altre sono cerchie. Voi siete un gruppo, un'Anima di gruppo. Ecco perché io vi ho detto le tre parole che vi uniscono e vi riconoscono. Voi siete “Il Gruppo,” non un gruppo: voi siete “Il Gruppo.”

Voi siete già un gruppo. Quando ne verranno altri, sarete un gruppo più grande, ma sempre un gruppo. Fratelli che mancano, devono venire. Tanti non verranno, tanti nel cercarvi moriranno, e tanti nel cercarvi si sperderanno. Ma non si possono mai allontanare da questo gruppo anche se non ci sono, perché il patto divino che vi unisce non si può tagliare. Vi siete uniti con le braccia al cielo, giurando quest’unione e quest’evoluzione. L’amore che vi volevate prima era molto più forte di oggi, perché era nel sacrificio, era in una cella, è stato nei sotterranei: era molto più unito. Ma quello che è scaturito in voi, quella piccola luce che si è accesa in voi, non si può spengere. È un patto fatto a Dio, perciò è Lui stesso che vi tiene uniti.

Per aiutare gli altri a trovarvi pregate, pregate e parlate. Pregate e parlate, ma solo a chi crede. Il richiamo lo sentiranno da sé. Solo così. Bastano poche parole per vedere se vi sentono o no. Tanti si avvicinano e veramente sarebbero pronti, ma quando si parla di entrare nel gruppo non prendono la decisione. Influisce il loro libero arbitrio, il loro ambiente familiare… Quelli non cercano voi, non fanno parte di voi; sono attratti solo dalla luce che viene emanata da qui.

Voi lo avevate programmato già sulla terra e poi nell’astrale. Per duecento anni del vostro tempo terreno avete parlato nell’astrale stando uniti, andando ad aiutare tutti quelli che avevano bisogno di una ricerca spirituale. In molte cerchie voi siete andati dopo il primo incontro, quello dei tempi di Roma. Siete stati uccisi tutti insieme e nell’attimo della morte, avete detto quelle tre Verità che vi hanno unito. Dopo di che, una volta trapassati, vi siete riuniti come gruppo astrale, facendo vita astrale in comune, come un gruppo solo di Entità, perché siete stati un’Entità di anime.

Siete andati nelle altre cerchie, avete dato la vostra parola ed il vostro aiuto; avete soccorso tutti quelli che cercavano ed avevano bisogno di voi. Dopodiché, prima di tornare sulla terra vi siete prefissi, come patto, di riunirvi per continuare a fare un’evoluzione più profonda e più importante su questa terra. Allora, come già avevate scelto la vostra Guida terrena, già tutto stabilito, vi siete ritrovati qui.

Chi si è staccato lo ha fatto per un libero arbitrio, ma non doveva. Anche loro facevano parte del patto insieme a voi. Sicché molti si perderanno e molti moriranno prima ancora di trovarvi. Ecco perché è necessario che voi parliate.
Le altre vite che voi avete vissuto dopo Roma sono state di preparazione, tutte per arrivare a questo punto; però, ognuno di voi singolarmente. Dopodiché, un patto d’amore vi ha fatto conoscere, vi siete amati, vi siete riconosciuti ed avete fatto e giurato che non vi sareste lasciati mai. Ecco perché vi ho detto che già nelle catacombe voi parlavate di reincarnazione. Ecco perché molti di voi sentono già questa cosa, la comprendono subito e dicono di conoscerla già o perlomeno, credono di conoscerla già. È perché si risveglia in voi quell’antico momento di un giuramento battezzato col sangue, col sacrificio, col martirio.

Altre vite le avete fatte da soli. Altri sono andati via ed hanno continuato a fare vite astrali o vite terrene un po’ a sé. Ma una volta riuniti, vi siete ritrovati ed avete deciso di fare tutti insieme questa vita sulla terra, legati a quel patto fatto nelle catacombe di San Sebastiano.

Qualcuno si sente attratto, molti si sentono attratti, ma tanti vanno via perché non fanno parte del gruppo, si sentono un po’ come esclusi. Non si sentono dentro perché fra di voi c’è una vibrazione che è tutta diversa che fra voi ed altri; anche perché c’è un’altra evoluzione in tanti, perciò un altro modo di comprendere e capire.

Il vostro gruppo, quest’Anima di gruppo è l’unica al mondo ad essersi formata, per ora. Siete per ora soltanto voi, come Anima di gruppo. Pace a voi.”

(Luigi 21.12.88)



Infine, la terza domanda, il livello di evoluzione di tutti noi. Il Maestro ci suddivide in tre gruppi dal diverso sentire ed essere: chi ha recepito la Parola ed ha dato i suoi frutti; chi mette in atto la Parola solo parzialmente; e chi invece è sordo e muto. Non ci giudica, ma ci ammonisce e ci consiglia: chi non capisce oggi capirà domani; siamo tutti e sempre i Suoi figli.

Su questa suddivisione, che peraltro rappresenta l'umanità intera, divisa in tre gruppi come noi, ti riporto le parole del Maestro in un approfondimento di Neri:



“IL MAESTRO: La pace sia con voi. Eccoci così riuniti ed arrivati alla grande divisione dei nostri esseri in questa vostra stagione così finita.
NERI: Noi qui dentro, in questo Centro, conosciamo veramente questa meravigliosa cosa, quel ciclo perpetuo che non finirà mai, perché tutto ci lega e nulla si distrugge, tutto si unisce e nulla verrà mai a meno di questo. Ecco perché nessuno di noi si potrà mai dividere, nessuno di noi dovrà mai dire: ‘La stagione è finita!’ Incomincia un ciclo nuovo della vostra mente. Perciò noi dobbiamo dire veramente che la divisione dei nostri esseri non avverrà mai. Sta qui a noi la scelta di essere divisi o uniti nella nostra mente. Possono passare gli anni, molti di voi se ne andranno, ma la mia mente sarà sempre unita insieme al mio spirito e all’amore del mio cuore a tutti quelli di cui non potrò più sentire la vibrazione, la parola, il sentire così vivo.


IL MAESTRO: Io non sono certo venuto per portarvi la pagella come si usa fare nelle vostre scuole terrene, ma sono venuto per abbracciare i più meritevoli ed anche quelli meno meritevoli, poiché voi vi distinguete in tre modi diversi di essere...
Il primo gruppo è di quelli che hanno sentito la Parola, l’hanno meditata, l’hanno ascoltata e molte volte riflettuta. È nato, nella radice del loro spirito e della loro anima, un contatto divino di un chicco di grano che ha dato i frutti, quei frutti di una spiga che è nata dentro le loro anime e coscienze. Avranno così ben messo delle radici solide da fare di questa spiga un buon pane.
NERI: Chi ha saputo veramente ascoltare la Parola con attenzione, l’ha meditata, ascoltata, egli ha messo nel suo spirito delle radici così profonde da formare il chicco, il chicco della conoscenza e della verità. Egli sboccerà e ne farà una spiga, una spiga spirituale di un pane che è la manna di Dio, di un pane che ci sfamerà pur non mangiando. Egli dice che dentro di noi abbiamo messo delle radici così profonde che sorgeranno tante spighe e da queste spighe faremo il grano, il grano che sarà dell’abbondanza, dell’amore e della misericordia; questo frutto che c’è dentro di noi lo dobbiamo svolgere come pane divino, ed Egli lo benedirà per noi. Offritelo questo pane, offrite la parola, offrite l’amore che c’è dentro di voi perché sarà Lui a benedire questo pane, e questo pane non sono altro che i frutti che sono nati dentro di noi.
Sicché vedete la perfetta sintonia fra Dio Essere e l’uomo che partecipa a questa mensa, l’uomo che lavora, l’uomo che si fortifica, l’uomo che si esalta, l’uomo che costruisce, l’uomo che fruttifica; dai suoi frutti avrà l’abbondanza e da questi frutti farà il pane; il pane non è altro che il corpo di Dio, perché? Perché questo non è altro che la Parola divina che ha dato a noi in tutto questo tempo: Egli ci ha regalato la Sua abbondanza.
Il pane della vita è il pane che sfama veramente l’essere umano: ‘Se avete fame venite a Me.’ Sta a noi allora offrire agli altri il Suo corpo, offrire agli altri la Sua Parola: è il pane che Lui ci ha insegnato...è il pane dell’abbondanza interiore, è lo sviluppo dell’intelligenza che ognuno di noi saprà mettere a frutto, ché dentro di sé egli ha fatto deposito di queste parole ed egli si è costruito nella Parola di Dio, si è costruito nell’energia di Dio, si è costruito nella sua grande sostanza di un modo di sentire, di agire e di essere, grazie all’esempio divino e a tutto quello che Egli e Lui solo ci poteva dare.”


IL MAESTRO: Il secondo gruppo è quello combattuto tra il bene ed il male. Ascolta la Parola, gli piace, ma non la mette in atto se non parzialmente, anzi, è tutto preso dal considerare e guardare il comportamento anche dei propri Maestri, giudicandoli e creando così dentro di sé un malessere. Essi guardano più all’aspetto esteriore che a quello interiore... ma Io anche questo gruppo lo benedico ed aspetterò il loro risultato.
NERI: Sta attento alla Parola, è come il chicco di grano che il seminatore fa e lo getta sul sasso, dove però non trova la sostanza e muore. Infatti, si giudica troppe volte una persona per quello che appare, per quello che è esteriormente, si giudica con un metro nostro, con un metro che forse non è completo, perché giudicare è già fuori da ogni indirizzo spirituale; già questo ci porta a non considerare, a non capire, a non sentire, poiché il giudizio non va mai, mai fatto. Si giudica dall’aspetto esteriore e non da quello interiore, e l’uomo qui si ferma e questo è il secondo gruppo.


IL MAESTRO: Il terzo gruppo è il più disperato, è quello che ascolta la Parola, impassibile, senza meditarla, senza neanche, molte volte, conoscerla e rimane nella sua passività, ignorando tutto e la bellezza del proprio sentire. Sono sordi e muti, ma anche questi Io li benedico. Oh, quanto è duro tutto questo! Questo gruppo è una spina nel Mio cuore, perché se non mettono in atto e non sviluppano le loro sensibilità, rimarranno fermi per tanto, tanto tempo ancora e non conosceranno gioia, perché come sono duri nel loro sentire, saranno duri anche nell’apprendere e nel godere le cose della vita.
NERI: Stanno qui, ascoltano, tutt’al più possono dire: ‘Oh, come ha parlato bene!’ Poi tutto finisce lì, non rimane neanche l’impronta del proprio pensiero, non rimane niente, neanche un briciolo della Sua Presenza, ma Egli è qui che l’ascolta, eppure vorrebbe, vorrebbe consumarsi. Oh, quanto dolore prova allora. Essi saranno esseri fermi che non conoscono il bene, non conoscono il male; sono fermi, impassibili, senza vita.


IL MAESTRO: Al primo gruppo, a cui Io do tutta la Mia benedizione ed una particolare protezione, Io dico di stare attenti, di essere sempre sviluppati più nel puro che non nella incresciosa esperienza, molte volte, di un abbandono. Fate che, prima che il gallo canti, non rinneghiate i vostri Maestri, ma custoditeli e serviteli, poiché i vostri Maestri soffriranno di malattie, soffriranno di incomprensioni, ché molti di voi li giudicheranno ed essi soffriranno ancora e proveranno il dolore della croce pur non essendo crocifissi...
NERI: State fuori dall’inganno del vostro essere. Perdonate, perdonate, perdonate, se avete sbagliato, non vi crucciate. Non giudicate, perdonate, perdonate, perdonate. Se siete in lite con qualcuno fate di tutto per fare pace, perché lo squilibrio che si creerà dentro di voi non vi porterà giovamento, non vi porterà amore a nessuno, perciò cercate sempre di perdonare. E se questa pace con i vostri nemici non sarà possibile, perdonateli ugualmente, altrimenti non troverete la pace, fate di tutto affinché la pace avvenga.
Se riceverete ingiustizie, se riceverete incomprensioni, non giudicate; perdonate, perché l’equilibrio della vostra vita sta proprio in questo, nel perdonare, è nell’amore, è nella bellezza! Siate uniti tutti, fratelli miei.
Non esiste il meglio, non esiste il peggio, siamo tutti uguali; quello che non è uguale è riuscire a perdonare o a farsi perdonare, ma mettetecela tutta. Forse chissà, se noi non riusciremo a far pace con i nostri nemici, chissà che forse Dio non prenda provvedimento e sia Lui stesso con la Sua mano e la Sua Vibrazione a riuscire a fare tutto questo.
Il nostro Maestro è venuto a benedire il primo, il secondo e il terzo gruppo, non ha fatto distinzioni. Dice: ‘Tu sei meglio, tu sei peggio; non importa, per Me siete uguali.’ Se non capirai oggi, capirai domani, ma non cambia l’essenza viva dello spirito che è in te: Tu sarai sempre Mio figlio o Mio fratello.”


IL MAESTRO: … il giudizio che avete fatto ricadrà su di voi. Perciò attenti a quello che farete ed a come vi comporterete. Voi dovete dare l’esempio in essenza pura, il vostro spirito si deve elevare nella grande meditazione.
NERI: È l’esempio, ancora una volta ci parla dell’esempio. Non dobbiamo rincorrere il fratello che sbaglia, dobbiamo rincorrere noi stessi, perché noi stessi siamo i primi a sbagliare. Io non rincorro il fratello che mi offende, perché egli è il primo che devo amare. E se io devo rincorrere il fratello che bestemmia, sarà il primo ad essere benedetto. Perciò da oggi, tutti noi presenti perdoniamo i nostri nemici, perdoniamo anche quelli che ci odiano di più. Perdoniamoli, mettiamoli nelle mani del Signore, affinché proprio a questi, noi possiamo arrivare e fare pace con tutti.”

(Neri, approf. 27.6.92 su 24.6.92)
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