Sorriso
Nell'iconografia cattolica tradizionale le immagini di Gesù sono tutte di un Cristo in croce, sofferente, triste, piangente. Raramente lo si vede sorridere. Anche nei Vangeli canonici (ma non in quelli cosiddetti apocrifi) non si è mai letto di un Gesù che sorride o che parla del sorriso. Eppure il Suo insegnamento era basato essenzialmente sull'Amore, e dunque amore comporta sorriso.
La contraddizione sta nella visione colpevolizzante che la Chiesa tradizionale ha voluto dare alla predicazione evangelica, basata essenzialmente sul peccato e sulle pene da espiare per conquistare il paradiso.
Questa visione non tiene conto del punto fondamentale del messaggio cristico (rifiutato dalla Chiesa) che è il nostro essere divini, cioè del fatto che noi siamo scintille di Dio e dunque non considera la gioia che si ha nel percorrere un sentiero che, pur con mille sofferenze terrene, ci riporta a Dio. E la gioia comporta il sorriso sul volto, come sicuramente aveva Gesù nella vita vera.
Lo Spirito è sempre sorridente.
Approfondimento
Noi, che abbiamo avuto gli insegnamenti sulla vera Conoscenza (vedi la voce “Conoscenza”) siamo ormai coscienti di questa consapevolezza, e dunque sappiamo che Dio non ci ha creato per essere tristi. Noi non ci siamo distaccati da Lui per essere condannati: Egli ci ha dato modo di riscattarci nella gioia, perciò dobbiamo imparare a fare da spettatori alle nostre ed alle altrui pene, dobbiamo, sì, condividere con empatia i problemi terreni nostri e dei nostri simili, ma con distacco, accettandoli senza lamentarsi (l'esempio massimo di questo comportamento ce lo ha dato Madre Teresa di Calcutta). Perchè questo? Perchè non ci si deve disperare, non si deve avere paura: occorre avere fiducia nel Disegno Divino, essere sicuri che siamo sempre aiutati. Avere questa convinzione senza incertezze significa avere fede. E dunque averla con il sorriso in volto.
Ecco, al riguardo, il profondo e ispirato messaggio di papa Giovanni:
"Dovete essere sorridenti, perché si costruisce solo col sorriso! capito? col sorriso! Ecco: la pace, la pace, la pace! portatela nel mondo col sorriso, perché il sorriso ve lo do io! Oh! E allora anch’io vado via con la vostra benedizione. Il mio sorriso ed il vostro sorriso siano uniti sempre, sempre, in questo delizioso momento! perché tutto si appaga e tutto si costruisce col sorriso! Quante volte io vi vedo nervosi, arrabbiati! no! dovete essere sorridenti, perché si costruisce solo col sorriso! capito? col sorriso! Pace a tutti."(v. link Papa Giovanni XXIII 15.4.92)
La parabola dell'albero ce lo conferma:
“L’albero in autunno perde le sue foglie e si addormenta. Non pensa, non crea: è legno morto, senza intelligenza. Ma quando torna la primavera, qualcuno lo scuote: sveglia! gli dice. È il momento del frutto, è il momento della gioia, è il momento che tu devi vivere, perché devi dare tutto ciò che hai! Perché tu, albero, dovrai creare il frutto, e quando sarà maturo, più nulla rimarrà sulla pianta, poiché tutto avrai donato. È il sole che l’ha illuminato e l’ha chiamato; è la pioggia che l’ha bagnato e l’ha svegliato; è il vento che lo tentenna e gli dà vita!” (v. link Neri 9.6.93)
Noi siamo come quell'albero, ma non solo a primavera, bensì sempre: tutti i giorni il sole ci riscalda e ci dona il suo fuoco “noi, che dobbiamo fare evoluzione, i nostri frutti, tutti i giorni li dobbiamo donare. Sorridete, sorridete sempre! Sorridete a chi vi fa il male. Sorridete a chi vi offende. Sorridete a chi vi schernisce. Perché il fuoco sta nel vostro sorriso!” (v. link Neri 9.6.93)
Donare un sorriso non costa nulla, possiamo farlo ogni giorno, in ogni occasione, di fronte ad ogni situazione. Il sorriso come simbolo di gentilezza, come empatia col prossimo:
"A volte però vengono date prove che costano, soprattutto nell’orgoglio. Allora, cosa avviene? La ribellione. Ci si sente offesi. Ma invece no, dovremmo sorridere, ognuno di noi deve imparare a sorridere, in tutto ciò che succede deve sorridere, sia nel bene, che nel male, e soprattutto accettare, e soprattutto quella piccola parola che spesso viene dimenticata e che si chiama umiltà. Con l’umiltà non esistono più domande, perché non c’e più bisogno di risposte. Perché umiltà significa accettazione, significa sacrificio, significa amore, significa rinnovarsi, significa vivere nella Luce divina." (v. link Luigi. 23.9.87)
Questi suggerimenti sono collegati al messaggio più profondo che sta alla radice del nostro cammino: cercare di diventare gli “apostoli” del nostro maestro Neri, cioè gli “inviati” (dal greco apóstolos = inviato), coloro che devono -per quanto possono- dare continuità ai suoi insegnamenti, che a loro volta sono gli insegnamenti del Maestro:
"Voi siete i messaggeri: parlate a chi vuole udire, ascoltate chi sa parlare, meditate con chi sa pensare, pregate con chi sa amare; unitevi con chi sa essere unito, beatevi con chi sa veramente vedere con l’occhio dell’anima, che è lo Spirito Santo e illumina in ognuno di voi. Risvegliate i sordi ed ai muti date la Parola con la vostra parola. Abbracciate i poveri e gli umili e gli innocenti. Sorridete a chi soffre. Solo allora Io potrò domandarvi come avete speso questi talenti che avete ricevuto." (v. link Il Maestro 21.6.86).
Anche la metafora dei talenti ci dice qualcosa. Quello che ci è stato donato dobbiamo donarlo a nostra volta:
"Durante la vostra giornata, una piccola parola spesa bene, è la moneta per la vostra evoluzione. Aiutare un amico con la parola, è la moneta del vostro egoismo. Se siete umili coi vostri figli, è la moneta della pazienza. Se sapete perdonare, è la moneta del vostro orgoglio. Ogni cosa ha la sua moneta. Questa moneta invisibile e dolorante, si fa sentire sempre! Tu fai una buona azione: hai speso la moneta della tua carità! Vedi come è tutto facile? L’importante è sapere che questo esiste. Quello che tu fai e ti viene chiesto per piacere, è avere speso sorridendo la moneta della tua pazienza." (v. link Luigi 3.10.90)
Un'Entità Celeste tra le più elevate, l'Entità Pensiero ha rivelato:
“Da dove Io vengo non c’è il sorriso, perché? Perché non c’è la forma. Voi avete bisogno del sorriso perché siete attaccati alla forma, ma da dove Io vengo ci sono solo Luce, Amore e Pensiero…noi non abbiamo bisogno di parola.” (Entità Pensiero 24.3.93)
E Neri ha approfondito:
“Qui c’è la Presenza di Dio, perché l’Intelligenza Divina non ha una dialettica, il pensiero non ha bisogno di parola, trasmette da sé.... Da dove viene l'Entità non esiste il sorriso, perchè non esiste la forma. Noi invece, oh, quanto si sta attenti alla forma! Quello non mi ha sorriso, quello mi è sembrato che oggi… Noi stiamo attenti alla forma perché la nostra mente è piccola! Le Entità non hanno bisogno di questo, perché sono perfetto Amore, e chi è perfetto Amore non ha bisogno di sorriso. È già tutto un sorriso, è già tutto un’espressione di Luce e di Amore... E allora la forma sparisce... non devo cercare la forma, io devo cercare il vostro cuore, devo cercare il vostro amore, il resto non conta.” (v. link Neri 17.4.93)
Dunque, solo i pensieri “alti” aiutano (v. la voce “Pensare positivo”). Perciò dobbiamo vivere con leggerezza, come ci insegnano i Maestri, dobbiamo distaccarci dal male sulla terra, spostare verso l'alto i pensieri, che sono energia che va preservata. Se raggiungeremo questa che è la vera forma di intelligenza, allora dimenticheremo il nostro corpo ed il nostro karma. Oltretutto, questo è un modo rapidissimo per evolversi: stacchiamoci dai pensieri della vita e ritroveremo l’intelligenza pura, che significa amore, generosità, gioia, distacco da tutto. E' solo tramite essa che si va al centro dell’universo, al cuore di Dio. E allora “ti accorgerai di essere utile e di essere grande in questo tuo piccolo cammino terreno.” (v. link Luigi 30.10.91)
Se siamo arrabbiati, respiriamo affannosamente, mentre se siamo felici il nostro respiro è lieve. Se siamo turbati o tristi il respiro dà l’impressione che si fermi. Ma:
“Dio non ci ha creato per essere tristi. Noi non ci siamo distaccati da Lui per essere condannati: Dio non ci ha condannato. Dio ci ha dato questo modo di riscattarci, non nella sofferenza ma nella gioia e nella contemplazione di noi stessi, dell’uno verso l’altro, e l’uno verso l’altro, verso Dio. La sofferenza non è altro che la conseguenza dei nostri tristi pensieri. Tutto è armonia, tutto è Luce, perché questo Dio ha creato, è questo che Dio ci ha dato, è questo che ci unisce nella meravigliosa trasformazione del nostro essere. Amore e Gioia! Solo questo conta dentro di noi.” (v. link Neri 13.4.91)
“Gioia a tutti” ci ha ripetuto tante volte il nostro maestro Neri (v. link Neri 5.6.94)
Riferimenti
La riv. del Maestro 21.6.86 (sorridi a chi soffre) sotto Rivelazioni n.99.
La riv. di Luigi 23.9.87 (con l'umiltà si impara a sorridere) sotto Rivelazioni n.137.
La riv. di Luigi 3.10.90 (la moneta della pazienza) sotto Opera Completa Vol VIII.
La riv. di Luigi 30.10.91 (essere utili col sorriso) sotto Opera Completa Vol IX.
La riv. di Neri 13.4.91 (non essere tristi) sotto Approfondimenti 1991.
La riv. di Giovanni XXIII 15.4.92 (col sorriso si costruisce) sotto Opera Completa Vol X.
La riv. di Neri 17.4.93 (le Entità e il sorriso) sotto Approfondimenti 1993.
La riv. di Neri 9.6.93 (sorriso, simbolo di gentilezza) sotto Approfondimenti 1993.
La Domanda n.10 sotto Domande e Risposte (”L'uomo spirituale/Ottimismo”)
La Domanda n.40 sotto Domande e Risposte (“Il sorriso di Gesù”)
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