Tempo
Introduzione.
Noi esseri umani siamo venuti sul pianeta Terra per fare evoluzione. La natura, i fiori, gli alberi, gli animali e tutto il resto ci è stato dato per compagnia nostra, per farci sopportare meglio il nostro karma, per soffrire il meno possibile. Questa è la creazione di Dio! (v. la voce “Creazione”).
Tutto ciò implica l’unicità di Dio, la Sua Presenza in tutto. Non possiamo dire che il disegno di Dio è imperfetto. E’ perfetto! Siamo noi che siamo imperfetti. Non possiamo dire “questa cosa non mi va perché c’è un’imperfezione”, l’imperfezione l’abbiamo nel nostro modo di vedere, di agire, di valutare e di giudicare le cose: è lì l’imperfezione (Maria 12.7.2000).
E il tempo ci è stato dato perché l’essere umano possa vivere il suo karma ed evolversi. La pulsazione della terra, dei minerali, delle piante, dell'acqua sta alla base del tempo, lo crea e lo scandisce per noi, per farci evolvere! L'essere umano è in sintonia con i minerali e con tutti gli organi viventi della terra, piante e animali, perché tutti pulsiamo insieme.
Approfondimento
Questa pulsazione che l'essere umano sente dentro di sé, nel suo cuore, è la stessa pulsazione della Terra. Ecco perché tutto è in sintonia con la nostra Terra, perché doveva essere così! Occorre avere consapevolezza di tutto ciò e del tempo nella vita di tutti i giorni, perché è proprio come viviamo il tempo che determina la nostra evoluzione.
Ecco questo è importante!, come ci ha spiegato il Maestro:
“Cos’è il tempo, come è nato il tempo? Questo vostro piccolo mondo era immerso nell’universo, e questa piccola terra brillava come le stelle dell’universo. Poi è nato il tempo. Come ha fatto? È stata la gravità della terra, si è isolata dall’universo, si è staccata facendo un vuoto intorno a sé, un vuoto di energia, un vuoto di attrazione terrestre, scavato dall’universo, scavando intorno a sé un alone che si distaccava dallo stesso universo. E la terra ha attirato a sé una parte di questo alone: costruendo questo anello intorno a sé, ha creato l’attrazione del tempo. Così la terra sentiva il peso e non più la leggerezza dell’universo, ma ha sentito il peso della terra, dell’attrazione, ha sentito il peso di tutti i minerali; mentre se uno avesse vissuto nell’universo, non avrebbe sentito questo, perché tutto sarebbe stato più leggero.” (v. link Il Maestro 16.6.90)
Infatti, nell' Astrale si vive con leggerezza, in una dimensione in cui non c'è il tempo, perché là c'è un “eterno presente”. Il maestro Luigi ha detto: “Quando uno ha raggiunto questa conoscenza, egli non sentirà più il peso della carne, non sentirà più il dolore fisico, ma sarà eternamente vivo nel cuore del Divino. E allora non passeranno più i giorni, non passeranno più gli anni, ma lui sarà nell’eterno presente in Dio, perché per eterno presente si intende solo questo.” (v. link Luigi 1.10.89). Invece qui sulla terra l’uomo si affatica, si logora, guarda l’orologio e guarda il sole tramontare e poi lo guarda risorgere; egli conta e riconta il tempo, è il tempo che non passa mai.
C’è una legge che non ha fine, una legge unica per l’intero universo e questa legge è la Presenza Divina, che è dovunque e che, dice Neri “comincia dalla punta del nostro naso”! La materia oscura nell'universo che la scienza non sa cosa sia non è altro che l'Energia Divina. Dio è la grande Energia che permea tutto l'universo, è pura energia, eterna, immutabile, onnipresente e onnisciente. Non è un essere pensante ma pura Coscienza. E noi esseri umani siamo fatti della stessa sostanza, siamo scintille divine. Per giungere a esserne consapevoli, bisogna fare un percorso di ricerca, ognuno può trovare quello che più si adatta alla sua personalità, può, s vuole, seguire quello suggerito dal nostro maestro Neri (v. le voci “Benedire”, “Meditare” e “Conoscere se stessi”).
E' la scintilla divina che è dentro di noi che agisce, che illumina la coscienza, la rende viva e sempre presente. Ci sentiamo finalmente partecipi dell'universo, e dobbiamo vivere questa partecipazione come una piccola estasi, allontanandoci sempre di più dalle vicende terrene, cioè vivendole, sì, ma con sempre maggior distacco. Questo è lo scopo per l'evoluzione.
“Cos’è il tempo, come è nato il tempo? Questo vostro piccolo mondo era immerso nell’universo, e questa piccola terra brillava. Poi è nato il tempo. Come ha fatto? È stata la gravità della terra, si è staccata facendo un vuoto intorno a sé.... Ecco che allora l’essere umano ha cominciato a orientarsi ed a contare il tempo, a contare il tempo dalle pulsazioni che davano tutti i minerali della terra. L’ha sentito dentro di sé, nel suo cuore, è la stessa pulsazione del cuore umano. I primi esseri umani sentivano questa gravità ed a mala pena camminavano. Ci sono voluti millenni affinché il corpo umano cominciasse ad adeguarsi a questo stato nuovo di vita. Si è dovuto alimentare per poter avere una maggiore leggerezza dalla gravità. Mentre prima strisciava sulla terra, oggi l’essere umano cammina in piedi. Piano piano tutto si è evoluto, è diventato così come oggi voi siete. Oggi siete anime ragionanti, pensanti e potete camminare e correre. Ecco, voi oggi avete scandito il tempo e vi siete preparati ad una nuova forma di vita, avete raggiunto tanto, ed a poco a poco raggiungerete l’estasi infinita dello sdoppiamento del vostro corpo. Mentre il vostro corpo rimarrà sulla terra, voi, che avete liberato e siete riusciti a liberarvi da quest’attrazione terrestre, sarete nuovamente liberi, immersi nell’universo. Ecco che il grande miracolo si è compiuto grazie alla vostra evoluzione. Il tempo lo avete inventato voi, affinché fosse ben precisa l’ora per dormire, l’ora per lavorare, l’ora per mangiare, l’ora per poter vivere; ma tutto distaccato dall’universo, immerso in questa Madre Natura che voi chiamate Terra.” (v. link Il Maestro 16.6.90)
Maria, al riguardo, ha fatto l'esempio della nebbia: “Non si deve pensare al domani… dobbiamo pensare all’attimo presente, solo all’attimo presente. Stamattina mentre camminavo, c’era la nebbia e non si vedeva più in là di tanto! Vedevo la strada, ma solo fino ad un certo punto, ho pensato “Questo è come la vita!” Nella nostra vita non si riesce a vedere più di quello che si vorrebbe, ma si vede il giusto per farci camminare, cioè noi si vorrebbe sapere quello che ci aspetta domani, ma non si può sapere. E' l’esempio esatto della strada che si vede fino ad un certo punto, così nella vita si vede giorno per giorno, non si vede quello che succederà domani.“
(Maria 13.12.2000)
Il passato remoto, quello che riguarda le vite passate è inutile ricordarlo, perchè abbiamo commesso molti reati e peccati, che è pericoloso far rivivere e ricordare:
“L’attimo passato io lo dimenticherò perché questo non mi appartiene più, giacché l’attimo mi ha già dato il suo attimo di evoluzione. Solo l’attimo ancora che giunge mi deve rinnovare e far crescere di quel gocciolino che serve alla mia conoscenza, che accrescere la mia sapienza, perché l’attimo che passa mi deve dare conoscenza e saggezza, mi deve dare il distaccamento completo di quello che è il mio essere. E allora, andando avanti nel tempo, io mi rivesto della veste nuova.” (v. link Il Maestro 17.1.88)
Ma anche il passato prossimo è bene dimenticare. Neri e i maestri ci insegnano che il passato è passato, che quello che è successo, è successo, non dobbiamo pensarci più, bisogna andare avanti, bisogna lasciare andare i ricordi e guardare al domani. Certo, ci sono fatti accaduti che non possiamo dimenticare, e forse è giusto così: ma a questi fatti va tolta l'emozione che ci tiene legati al passato e ci impedisce di fare evoluzione:
"Quello che ognuno ha fatto giorno per giorno lo si deve dimenticare, fa parte del passato! Ma il passato non esiste più, solo il presente esiste. Perciò devi agire da oggi in poi. Mettiamo un punto fermo e ricominciamo la nostra vita, perché è questo che vale: ciò che si dovrà fare, non quello che si è fatto. Si deve andare avanti per acquisire una maggiore esperienza, e maggiore capacità evolutiva di capire, di intraprendere.”(v. link Neri 21.03.90)
Infine, interessante è menzionare una rivelazione del Maestro talmente sbalorditiva che subito dopo Luigi non ha saputo profferire parola: la rivelazione in cui il Mestro svela come in futuro gli scienziati daranno prova della reincarnazione, scoprendo le tracce delle vite passate:
“Come gli scienziati possono vedere da un piccolo osso di dieci milioni di anni fa, di un rettile o di qualsiasi animale, possono risalire e ritrovarne la forma, riformarne la grandezza, riformarne addirittura quello che era il suo modo di vita ed il suo modo di cibarsi…così, da un piccolo osso verrà fuori lo spirito dell’uomo, e dalle ossa dell’umano lo scienziato potrà riconoscere tutte le sue vite e le sue reincarnazioni, perché dentro questo piccolo osso ci sarà certamente tanta luce ancora e tanta potenza di una forza spirituale, di una forte energia, che è l’energia dello spirito che è rimasta in questo!:.. E non sarà più l'homo sapiens a dire che è esistito, perchè egli sarà ed è il figlio di Dio! E così voi dovete dire ogni attimo “Io sono una parte di Dio, io sono una parte di questa grande Presenza Divina, chè io sono sulla terra!” (v. link Il Maestro 27.10.93)
Riferimenti
La riv. del Maestro 17.1.88 (non ricordare le vite passate) sotto Opera Completa Vol VI.
La riv. di Luigi 1.10.89 (l'eterno presente) sotto Opera Completa Vol VII.
La riv. di Neri 21.3.90 (il passato è passato) sotto Approfondimenti 1990.
La riv. del Maestro 16.6.90 (com'è nato il tempo) sotto Opera Completa Vol VIII.
La riv. del Maestro 27.10.93 (dare prove delle reincarnazioni) sotto Opera Compl. Vol IX.
La Domanda n.86 sotto Domande e Risposte (”Fede è conoscenza”)
La Domanda n.87 sotto Domande e Risposte (“Che cos'è il tempo”)
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